Pagina 18 guida i lavoratori inglesi La notizia è questa: i magazzini e i centri logistici delle maggiori catene commerciali britanniche hanno dotato i propri dipendenti di un computer, da portare al polso, che li dirige, via satellite, nel lavoro. LA RICERCA - Il bracciale conduce il lavoratore agli scaffali del magazzino dove raccogliere i prodotti da inviare al dettagliante. La robotizzazione del dipendente fa risparmiare l’azienda perché elimina i tempi morti. Inoltre, semplifica il compito al lavoratore perché gli indica il percorso da seguire e le confezioni da prelevare. Ma naturalmente ha controindicazioni. La prima, e più evidente, è che il lavoratore porta con sé una macchina, simile al braccialetto elettronico che si mette ai criminali in libertà provvisoria, che ne fa un pedinato perenne: perfino se va in bagno l’azienda sa dov’è e quanto ci sta. Ma a lungo termine è l’automaticità del lavoro che può diventare pericolosa. Dice Paul Kenny, direttore generale del sindacato, che questa tecnologia è stata importata dall’America, e annuncia battaglia: «Non ce ne staremo tranquilli ad assistere alla trasformazione dei nostri membri in automi». Ma non tutti sono d’accordo: un’azienda del Galles, la Peacock Retail Group, che usa questi 28 computer da braccio per i dipendenti dei suoi centri logistici, sostiene che hanno avuto «un impatto positivo sul morale della squadra». Dicono: «Sono facili da usare, rendono il lavoro più leggero e, quindi, migliorano l’efficienza». Secondo la ricerca, ci sono almeno una trentina di centri logistici che ormai hanno applicato la tecnologia: tra le aziende si contano Tesco e Sainsbury’s, enormi catene di supermercati, Marks&Spencer, i grandi magazzini più popolari, Boots, la catena di farmacie, e Homebase, che vende prodotti per il fai-da-te e il giardinaggio. IL FUTURO - La macchina al polso rende ripetitivo anche il lavoro della logistica, ma permette enormi risparmi alle aziende di distribuzione che non creano riserve nei negozi al dettaglio, ma si affidano a un continuo rifornimento (che, tra l’altro, garantisce prodotti freschi nel settore alimentare). Ma potrebbe essere solo una fase di passaggio, secondo il ricercatore Mike Blakemore: «Se possono essere prodotte macchine in grado di comportarsi con la flessibilità e l’accuratezza di un essere umano, allora il vantaggio della presenza del dipendente sparisce». Come dire che, quando il robot lavorerà bene quanto un dipendente, l’automa umano sarà superfluo. |
"Europa" Un bracciale-computer guida i lavoratori inglesi
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021