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sabato 6 maggio 2006
Pagina 6 - Politica
IL LEADER DS SPIEGA: SE SALTA MASSIMO, SAR? DURA ANCHE PER GIULIANO
E Fassino confid? a Prodi ?Rutelli lavora per Amato?
retroscena FABIO MARTINI
ROMA I microfoni sono spenti, la riunione ? sciolta e Piero Fassino si avvicina a Romano Prodi: ?A me sembra che Rutelli stia lavorando per Amato...?. Nelle due ore precedenti i leader del centrosinistra si sono scambiati una raffica di colpi di fioretto, alla fine Massimo D’Alema (che era assente) ne ? uscito politicamente ferito e ora nel “dopo-gara” ci si lascia andare ai commenti senza rete. E il segretario Ds, che si ? battuto per evitare che il vertice si concludesse male per D’Alema, sottovoce butta l? un’altra battuta: ?Se si chiude la strada a Massimo, mi pare molto difficile che ce la possa fare Giuliano...?. Non ? stato uno di quei vertici costellati di battute grevi, di scatti o di risentimenti sulfurei. I capi dell’Unione hanno duellato con eleganza formale, ma con una grande durezza sostanziale. Il vertice si ? diviso sullo schema ?O D’Alema o morte?, che ? stato contestato con speciale energia dal presidente della Margherita Francesco Rutelli, da Enrico Boselli che rappresentava la Rosa nel Pugno, da Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori.
E fra i tanti argomenti portati per allargare il campo al centrodestra, il pi? insidioso l’ha calato Francesco Rutelli: ?Scusate, ma l’ipotesi di elevare la maggioranza necessaria per l’elezione del Presidente della Repubblica non ? contenuta anche nel Programma dell’Unione??. E per questo motivo Rutelli ? arrivato al cuore del suo ragionamento: ?Non possiamo puntare subito ad eleggere un candidato del centrosinistra in solitudine?. E la dose di Rutelli ? stata rincarata dal leader dello Sdi Enrico Boselli: ?Noi abbiamo grande rispetto per D’Alema e non discutiamo la possibilit? per lui di essere un garante come presidente della Repubblica, ma poich? una parte del Parlamento non lo considera come un garante, dobbiamo prenderne atto e provare a tutti i costi a trovare un’intesa con l’opposizione su una figura di garanzia?. Questa la premessa e poi il finale: ?Per questi motivi, noi della Rosa nel Pugno non voteremo mai per un candidato di sfondamento?. In altre parole se la Cdl risponder? picche e l’Unione andr? avanti da sola i 20 grandi elettori della Rosa non voteranno il candidato di parte.
La tenaglia Rutelli-Boselli, con Di Pietro che ha prodotto argomentazioni molto simili, non ha impedito a Fassino di portare i suoi argomenti: ?Abbiamo un candidato, Massimo D’Alema, che raccoglie la quasi unanimit? del centrosinistra, consensi che possono allargarsi. E realisticamente consideriamo che le valutazioni di Berlusconi possono cambiare?. Ma Fassino, che si ? tenuto in contatto telefonico con Massimo D’Alema, ha dovuto prendere atto che anche il tentativo di Oliviero Diliberto di affermare ?il metodo Marini? (un candidato a maggioranza) ? caduto davanti al ?non si pu? fare? di Romano Prodi. Ma per quanto ferito, il candidato D’Alema non ? caduto. Se non altro per quanto ha detto Rutelli alla fine: ?Se la Cdl porr? veti, il Presidente ce lo voteremo da soli; confermo che su D’Alema noi non abbiamo obiezioni e credo che in ogni caso il candidato debba essere espressione della sinistra?. Una battuta che a fine vertice e nelle ore successive faceva lievitare - e di molto - le quotazioni di Giorgio Napolitano. E alla fine anche Fassino ha preso atto dell’aria che tirava: ?Se c’? una personalit? che faccia il pieno di qua e di l?, bene, perch? dovremmo essere contrari??.
Qualche schermaglia anche sui dettagli. Nel finale Fassino ha proposto che la trattativa con la Cdl la conducesse Prodi ma ? stato interrotto da Leoluca Orlando, un “cavallo di razza” che da ieri ? tornato nella pista della grande politica: ?E che c’entra Prodi? Ha gi? visto Berlusconi, non possiamo dargli un compito che non ? suo?. E Prodi: ?Ha ragione Orlando...?. Schermaglie anche sul comunicato finale: Rutelli ha chiesto che servisse ?una larga coesione? del centrosinistra sul candidato da proporre alla Cdl, Fassino si ? battuto (alla fine con successo) perch? ci si limitasse ad una semplice ?coesione?. Alla fine, nelle chiacchierate informali, sono circolati i nomi alternativi - Giorgio Napolitano, Anna Finocchiaro - ma nessuno dei leader dell’Unione - in camera caritatis - era pronto a giurare che la candidatura D’Alema fosse definitivamente sepolta.
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