le attese sul deficit Stefano Lepri ROMA Meno tasse per un anno; per quello dopo no. Per stiracchiare al massimo la coperta stretta dei conti pubblici nasce lo sgravio una tantum, anzi one-off. Sia le maggiori detrazioni Irpef per carichi di famiglia, per circa un miliardo e duecento milioni di euro, sia gli sgravi alle imprese sul costo del lavoro concessi per il 2006 si dimezzeranno all’incirca nel 2007, secondo quanto è emerso ieri dal vertice della coalizione di governo. La proposta iniziale era di togliere tutto nel 2007; nel corso della giornata sono seguiti degli aggiustamenti. Sperimentata già negli Stati Uniti, la trovata arriva da noi per la prima volta in forma massiccia. Il bello è che la spintarella, nel parere pressoché concorde degli economisti, non funziona: sgravi fiscali che si sanno temporanei alle famiglie non rimettono in moto la loro spesa. Anzi, su questo punto gli economisti di destra sono molto più categorici. Basterebbe chiederlo a Milton Friedman, a novantatré anni ancora sulla breccia, che ha ricevuto il premio Nobel nel 1976 anche per aver dimostrato, in un lavoro del 1957, questa semplice relazione: poiché gli esseri umani sono capaci di immaginarsi il futuro, calibrano le loro spese sul reddito medio atteso, non sulla «bonanza» (così dicono gli americani) di un solo anno. Annunciare che certi sgravi sono temporanei è stato anche praticato come trucco. Sulla carta aveva durata di 5 anni, per non appesantire troppo le attese pluriennali sul deficit pubblico, una parte importante del primo pacchetto fiscale di George W. Bush, varato dal Congresso Usa nell’estate del 2001; l’opinione corrente è che gran parte degli americani abbia preso quegli sgravi come duraturi; ovvero sia pronta a giudicare come un aumento di tasse l’eventuale rispetto della legge. Ma si tratta, nel caso, di misure imponenti, non dei 1,2 miliardi ora promessi con la legge finanziaria 2006, che potrebbero dare alle famiglie con basso reddito (ma ancora non si sa nulla sui criteri di distribuzione) somme dell’ordine di un paio di centinaia di euro ciascuna. Forse invece si potrà dire che chi di una tantum ferisce, di una tantum soccombe. A proposito, lo studio più approfondito sulla finanza creativa nell’area euro, prodotto dall’Ocse, dà il premio della creatività alla Grecia, sia per ammontare delle misure che per varietà, con una cinquantina di trovate differenti rispetto alle trenta (bipartisan) italiane. Ma forse il governo che è riuscito a farne di più in meno tempo è stato il centro-destra portoghese battuto alle elezioni del febbraio scorso; guidato proprio da José Barroso, attuale presidente della Commissione europea: e chi custodirà i custodi, appunto. |
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di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021