mercoled? 30 maggio 2007

    Pagina 9 - CAPITALE & LAVORO

    Dure critiche dei sindacati di base e prime mobilitazioni di protesta
      ?Un accordo vergognoso?

      L'accordo notturno non poteva piacere ai sindacati di base, che ne l pubblico impiego hanno una presenza ragguardevole. Fin dalla mattinata sono fioccate sia le prese di posizione che le prime manifestazioni di protesta. La Cub-RdB - che rientrano a pieno titolo tra i sindacati ?maggiormente rappresentativi? cos? come delineati dalla legge Bassanini - non era stata chiamata al confronto di palazzo Chigi (forse perch? aveva ritirato la firma dall'accordo del 6 aprile scorso) ha promosso presidi e picchetti - a Roma - al ministero dell'economia, davanti al ministero del lavoro e infine anche davanti alla sede dell'Aran, dove iniziava la parte "tecnica" del rinnovo contrattuale del pubblico impiego (scuola compresa, anche se su un tavolo diverso). Presidi anche a Torino, a Firenze e Bologna (sotto casa Prodi).

      Pesante il giudizio espresso dal coordinatore nazionale, Pierpaolo Leonardi: ?hanno firmato un accordo che modifica e peggiora la struttura dei contratti di tutti per ottenere sei miserabili euro di differenza (peraltro solo per i ministeriali)?, preannunciando altre e pi? consistenti ?mobilitazioni immediate dei lavoratori pubblici?. Peggio ancora per la triennalizzazione del contratto, che ?era un obiettivo perseguito da tempo da Confindustria, su cui si era gi? cimentato senza successo Berlusconi?. Naturalmente la tesi ufficiale - ?solo una sperimentazione? che non riguarder? altre categorie - viene considerata inattendibile (?la previsione di rivedere l'intera struttura del contratto entro dicembre si riferisce ovviamente a tutto il mondo del lavoro?).

      Anche l'Sdl (Sindacato dei lavoratori), presente in numerosi enti locali oltre che in Alitalia, critica i ?confederali? per essere andati alla trattativa ?senza piattaforma e senza alcun mandato dei lavoratori?, col risultato ?inevitabile di portare a casa quello che la controparte voleva concedere? o chiedere.

      Per i Cobas - storicamente ben insediati nel comparto scuola - con questo accordo ?si ? superato in pejus persino l'ultimo contratto? dell'era tremontiana. In questo caso i 101 euro lordi vengono tradotti in 60 medi netti, e si fa notare polemicamente che queste cifre entreranno in tasca ai lavoratori solo a gennaio 2008. Tutti i sindacati di base fanno poi notare che si torna cos? alla cadenza contrattuale ante-accordi del luglio '93; quando si andava di tre anni in tre anni, ma al posto dell'?inflazione programmata? c'era la ?scala mobile?, gli scatti biennali e altri automatismi che consentivano di difendere un po' meglio il potere d'acquisto del salario. Automatismi conquistati, va da s?, negli anni '70.