domenica 25 giugno 2006

    Pagina 53 - Economia

    IL CASO
      Forum dei leader di Cgil,Cisl e Uil: non si risponde alla crisi economica toccando il welfare
        Pensioni, sindacati in trincea
        "Lo scalone va abbattuto"

        ROMA - Il welfare non si tocca. Non ? da l? che possono arrivare risorse per risanare i conti pubblici. Dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, arriva l?ennesimo altol? alle ipotesi di tagli nella sanit? e nella previdenza in vista della prossima complessiva manovra correttiva. Epifani, Bonanni e Angeletti hanno partecipato ad un forum ("Mondo del lavoro e nuovo welfare") che sar? pubblicato nel prossimo numero di Atlantide, il trimestrale della Fondazione per la sussidiariet?.

        ?Uno degli errori che bisogna assolutamente evitare - sostiene Angeletti - ? quello di rispondere a una situazione di crisi economica puntando a risparmiare sul welfare. ? una scorciatoia troppo comoda, un processo difensivo che prelude all?arretratezza. Al contrario, bisogna creare le condizioni per la crescita del sistema: questo meccanismo positivo generer? poi le risorse necessarie?. La tesi dei sindacati ? che l?attuale sistema di protezione sociale, concepito intorno al perno del lavoro stabile a tempo indeterminato, vada aggiornato all?epoca attuale, quella "dei lavori", nella quale ? l?instabilit? che predomina. Proprio al welfare, allora, spetta il nuovo compito di accompagnare il lavoratore nelle varie fasi (lavoro, disoccupazione, lavoro), abbandonando la vecchia logica esclusivamente risarcitoria: la pensione alla fine del lavoro; la cassa integrazione quando si perde il lavoro; nulla, o quasi, per promuovere la formazione e la riqualificazione dei lavoratori.

        E mentre alzano le barricate per impedire che l?emergenza conduca ad una riduzione delle tutele sociali, Epifani, Bonanni e Angeletti chiedono al governo di eliminare al pi? presto il cosiddetto "scalone" che dal primo gennaio del 2008 alzer?, senza alcuna gradualit?, l?et? per l?accesso alla pensione di anzianit? da 57 a 60 anni.

        Dice Bonanni: ?Occorre individuare una soglia, ovvero una quota derivante dalla somma dell?anzianit? contributiva e dell?et? anagrafica, raggiunta la quale sia possibile accedere al pensionamento di anzianit?. In sostanza ritornare allo spirito della riforma del ?95. ?Che - ricorda Epifani - era basata sulla flessibilit? in uscita per il pensionamento e il conseguente premio/penalizzazione nel rendimento in relazione all?et? di uscita?. Un?impostazione - aggiunge il segretario della Cgil - che ? stata ?compromessa? dalla riforma Berlusconi. ?Per questo - insiste - al nuovo governo chiediamo di eliminare l?assurdo "scalone" che dal 2008 azzerer? il pensionamento flessibile e volontario, e di anticipare il pi? possibile la reale entrata in vigore del sostegno alla previdenza complementare?. Questo in particolare per i giovani che riceveranno la loro pensione calcolata solo sulla base dei contributi versati.
          (r.m.)