gioved? 7 settembre 2006

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    DIBATTITO - NELLA QUERCIA TENSIONI E MALUMORE PER LE USCITE DEL TESORO E LE FRENATE DI RIFONDAZIONE. ?ABBIAMO BISOGNO DI RIGORE?
      Mugugni fra i Ds: serve una sterzata vera
        retroscena

        ROMA
        L’incubo di Rifondazione e le ?uscite? di Padoa-Schioppa. Mugugni contro Prodi ed il ministro dell’Economia, frecciate tra colleghi di governo (tra Damiano e Bersani) per qualche difetto di comunicazione e, soprattutto, preoccupazione per la mole dei tagli che si sta scaricando sui ministeri di spesa. Che guarda caso riguardano sopprattutto i ministri diessini: la sanit? di Livia Turco, la previdenza di Cesare Damiano e la funzione pubblica Luigi Nicolais. Il quarto comparto ? la scuola, ma quello ? affare del margheritino Fioroni.
          Il malumore, sotto traccia da giorni, viene subito a galla di prima mattina quando il segretario della Quercia Piero Fassino convoca di buon ora in via Nazionale ministri, viceministri, sottosegretari e tutto lo stato maggiore dei ds. Ci sono tutti, da Bersani a D’Alema, dalla Turco a Damiano, da Chiti a Nicolais, Visco, De Piccoli. Solo la Melandri ? assente. ?Venti miliardi diviso 4 fa 5 miliardi di tagli a ministero: ma siamo pazzi. E poi ai nostri elettori cosa andiamo a raccontare?? commenta qualcuno.
            Diversi i problemi sul tappeto: il balletto delle cifre delle ultime settimane e la qualit? della manovra, Prodi che fa l’ottimista e Padoa-Schioppa annuncia lo sconto da 35 a 30 miliardi alla festa di Telese anzich? agli alleati. ?Con quell’uscita ci ha spiazzato? ? il lamento di molti. Che poi quando devono ragionare sulla loro quota di tagli e risparmi, ovviamente, si chiudono a riccio. L? non c’? pi? displina di partito, linea: ognuno pensa per se. Fassino insiste sul rigore: ?Se si vuole che l’Italia torni a crescere serve una scossa, una finanziaria vera e rigorosa, con misure che davvero riducano la spesa pubblica e consentano di spostare quante pi? risorse su investimenti, crescita e famiglie. Non ? rinviando decisioni difficili che si fa l’interesse del Paese?. Sulla stessa linea Massimo D’Alema convinto della necessit? di ?tenere alta l’asticella? perch? poi ci si accorger? che le risorse a disposizione sono sempre poche.
              Ad aprire il confronto, di fatto una sorta di seduta di autocoscienza, ? stato il viceministro Vincenzo Visco che ricorda il buon andamento dell’economia, la crescita del Pil e l’andamento del gettito, ma avverte anche che i dati della finanza pubblica restano critici e non sono risolvibili con piccoli aggiustamenti. Di qui la necessit?, condivisa un po’ da tutti, di correggere il tiro sul fronte della comunicazione, facendo capire a tutti (al paese e alle parti sociali) che la situazione resta complessa. Che non ci sono buoni e cattivi, ma piuttosto riformisti e conservatori. ?Non si pu? dire che tutto va bene e poi chiedere sacrifici a tutti? ha spiegato un partecipante all’incontro. Altrimenti si rischia di fare pasticci e di uscire stritolati dall’azione combinata della sinistra radicale, che di fatto frena su tutto, e dei sindacati.
                L’unico a uscire dal coro ? il ministro per l’Universit? e la ricerca Fabio Mussi, area correntone. A suo parere la cifra dei 30 miliardi non pu? essere un ?moloch?: ?Non ? l’undicesimo comandamento. Dobbiamo rispettare gli impegni con la Ue e scendere sotto il 3% del deficit - spiega -. Per? se il gettito migliora e la crescita economica ? migliore, i numeri devono corrispondere?.
                  Sintesi della discussione: sulla Finanziaria occorre una sterzata politica, facendo in modo che le misure che vengono varate contengano segnali forti di cambiamento. ?Serve una sterzata, vera? ? il messaggio lanciato a Prodi, Padoa-Schioppa ed al resto della maggioranza. [p.bar.]