sabato 10 giugno 2006

    Pagina 3 - Economia

    I sindacati: basta sacrifici sui salari
      Le parti sociali rispondono a Padoa Schioppa: ?Non ? cos? che si risana il debito e si torna a crescere?
        di Laura Matteucci / Milano

        PALETTI ?Non ? contenendo i salari che si risana il debito e si imbocca la strada della crescita?. La Cgil attende l’incontro di luned? con il ministro all’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, previsto per un giro d’orizzonti sulla manovra bis, ma intanto fissa i primi paletti. Replica netta al ministro, che in una lunga intervista al Sole 24ore ha chiesto ai sindacati di ?mantenere la moderazione salariale, in atto da molti anni?. ?Siamo ben consapevoli dei disastri che il passato governo ha lasciato in eredit? - risponde per la Cgil la segretaria confederale Carla Cantone - e che c’? bisogno di competitivit?. In questi anni le politiche contrattuali del sindacato hanno teso a tutelare i salari, anche per far fronte ad una politica economica e fiscale iniqua, tutta a favore dei redditi pi? alti. Non si possono chiedere sacrifici ai soliti noti?. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Cisl e Uil, con il segretario Luigi Angeletti a ricordare che ?in Italia i salari sono bassi, anche rispetto all’Europa?, e a fare una proposta al governo: ?Sui prossimi aumenti salariali non si paghino tasse e noi saremo un po’ pi? moderati?.

        Padoa-Schioppa in realt? ha parlato in modo molto articolato, indicando i punti principali della sua agenda: nuovo Patto sociale, politica degli investimenti e dei salari, tagli del cuneo fiscale. La riduzione sar? selettiva: ?Se si vuole che vada a beneficio del sistema economico, occorre che sia premiante per le imprese con pi? forti prospettive di crescita - questo il pensiero di Padoa-Schioppa - Non deve essere una sovvenzione che aiuti per qualche tempo. Non pu? assomigliare ad una svalutazione?.

        Come contropartita, il ministro chiede alle imprese un ?impegno preciso a rimettere in forte crescita la produttivit? attraverso investimenti, ricerca?. Mentre il sindacato deve farsi ?interprete delle situazioni di pi? acuto bisogno?.

        Il mondo confindustriale al momento sostanzialmente apprezza, anche se il vicepresidente nazionale Emma Marcegaglia frena sul taglio selettivo (?dev’essere appannaggio di tutte le imprese?, dice), e apre solo agli ?incentivi che dovrebbero favorire l’innovazione?.

        Le parole d’ordine scelte da Padoa-Schioppa sono stabilit?, efficienza ed equit?: ?Se s’impone un risanamento dei conti pubblici, l’esigenza di equit? aumenta, non diminuisce?.

        E adesso, per Padoa-Schioppa, la manovra-bis. Il risanamento dei conti pubblici sar? tentato lungo il versante delle spese, con la conferma del metodo Brown - tetto al 2% - e sul lato delle entrate.

        Mercoled? prossimo il ministro riferir? alla Commissione Bilancio, mentre al Consiglio dei ministri di ieri ha illustrato la situazione al 2005, confermando la crescita zero e sottolineando che l’inversione di tendenza del rapporto debito pubblico che ? salito al 106,4% del pil dal 103,8% ?ha riflesso il peggioramento del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e l’andamento congiunturale non favorevole?.

        Fino all’11 luglio, quando la manovra verr? presentata all’Ecofin, le ipotesi - stretta fiscale, tagli di spesa e misure di sostegno alla crescita - restano tutte in piedi. Compresa quella di bloccare il secondo modulo della riforma fiscale di Tremonti (a vantaggio dei redditi pi? alti), per finanziare la riduzione del cuneo fiscale.

        Se, anche all’interno del suo stesso ministero, le posizioni non sono sempre omogenee, per Padoa-Schioppa ?di per s? non ? una patologia?.

        Alle perplessit? espresse dai sindacati, si aggiungono quelle di Rifondazione, comunque disposta a dare il via libera alla manovra, se conterr? anche elementi redistributivi e in direzione dello sviluppo. Come dice il ministro alla Solidariet? sociale, Paolo Ferrero: ?I conti vanno risanati senza tagli alla spesa sociale, ma bens? sul versante delle entrate, a partire dalle rendite, dall’evasione e dall’elusione fiscale. Per questa via occorre liberare risorse per migliorare la condizione di vita di lavoratori e pensionati e qualificare lo sviluppo?.

        E il segretario Ds Piero Fassino ricorda che al ?necessario rigore? per far tornare i conti sotto controllo, verranno affiancati ?quei sostegni agli investimenti, alla competitivit? che consentano all’economia di tornare a crescere?.