luned?, 26 giugno 2006

    Pagina 35 - Economia


    Gioved? nuovo round tra esecutivo e Cgil, Cisl e Uil, contrarie a interventi su previdenza, sanit? e scuola
      Braccio di ferro Tesoro-sindacati
        Statali, dubbi del governo sul piano-esodi: costerebbe 4 miliardi


        Nelle misure di luglio
        ? possibile
        che i tagli di spese
        ammontino a 4 miliardi
        contro i 6 miliardi attesi
        sul fronte delle entrate


        ROBERTO PETRINI
          ROMA - Clima di confronto serrato tra governo e sindacati in vista del nuovo faccia a faccia previsto per gioved? a Palazzo Chigi prima del varo della manovra-bis e del Documento di programmazione. A far salire la temperatura sono state le dichiarazioni del ministro dell?Economia Padoa-Schioppa, nel corso del vertice con gli enti locali nei giorni scorsi. L?entit? della manovra, definita ?pesante? dal ministro e l?elenco dei settori d?intervento (previdenza, sanit?, enti pubblici e pubblico impiego) ha messo in allarme i sindacati. Il leader della Cgil Epifani ha detto nei giorni scorsi di considerare ?sbagliata? l?idea di una cura pesante; quello della Cisl Bonanni ieri ha lamentato l?assenza della concertazione; Angeletti (Uil) qualche giorno fa non esitato ad evocare la parola ?sciopero? per i ventilati interventi sugli statali. Al Tesoro il lavoro ? orientato a rassicurare i sindacati: si stanno mettendo insieme le misure per ?sviluppo ed equit? e si prepara il terzo incontro con le parti sociali alla luce della ?stella polare? della ?concertazione?. Del resto la stessa vicenda delle Regioni ? stata improntata al dialogo: attraverso una serie di incontri si ? deciso di dare un mese di tempo in pi? e una regione (la Liguria) ? gi? stata in grado di presentare un programma credibile di risparmi e pu? evitare di aumentare le tasse.

          Quello degli statali si conferma uno dei nodi pi? difficili. I risparmi previsti per la manovra-bis avrebbero dovuto essere di 2-3 miliardi: per questo motivo si ? studiata l?ipotesi di una moratoria biennale del contratto scaduto dal 1? gennaio, a questa misura si sono accodati il blocco del turn over, gli interventi sulla scuola e il blocco degli automatismi. I sindacati hanno rilanciato chiedendo il prepensionamento di 100 mila statali (circa 30 mila l?anno) e tenendo duro sul rinnovo del contratto (le risorse dovrebbero andare in parte al fondo esuberi che garantirebbe i prepensionamenti). Nicolais ha definito l?idea ?semplicistica? e ha spiegato che i costi dei prepensionamenti sarebbero maggiori degli stipendi, ma ha anche detto che ? favorevole al rinnovo dei contratti e che nel pubblico impiego ci sono 400 mila esuberi. In realt? se si sommano le risorse necessarie per il contratto (circa 2-3 miliardi) a quelle per finanziare ogni anno il fondo esuberi (che serve a pagare i prepensionati e che costa 1 miliardo) si arriva a 4 miliardi di spese in pi?.

          L?orizzonte dell?incontro dunque si sposta all?intera manovra dove continuano ad aleggiare tutte le misure ma dove non si ? ancora trovata la quadratura. Il tendenziale sembra destinato a fermarsi al 4,4-4,5 rendendo necessaria una manovra di 0,7 ovvero pi? di 10 miliardi. Se prevarr? la linea ?morbida? ? possibile che l‘entit? dei tagli si fermi a 4 miliardi e che i restanti 6 miliardi vengano recuperati con l?intervento anti-evasione Iva e rendite finanziarie. L?ultima parola si pronuncer? in sede politica.