venerd? 30 giugno 2006
      Pagina 3 - Primo Piano

      IL SEGRETARIO DELLA CISL ?SIAMO TORNATI A MISURARCI, E SI PARLA DI LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE, TASSAZIONE DELLE RENDITE: PRIMA ERANO TAB?. ADESSO ASPETTIAMO I FATTI?

      Bonanni: buon inizio, poi si vedr?
        intervista
        MARCO SODANO
          Prima l’impressione generale: ?Un incontro positivo?. Poi una mitragliata di se e ma. Conclusione lapidaria: ?verificheremo i fatti?. ? il bilancio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo il faccia a faccia col Governo.

          Segretario, si prospettano lacrime e sangue: trovarla soddisfatto fa meraviglia.
            ?C’? qualcosa di nuovo. Evasione fiscale, tassazione delle rendite, revisione del secondo modulo della riforma fiscale Berlusconi: fino a qualche giorno fa in ambienti governativi erano argomenti sgraditi. Oggi parliamo di sacrifici guardando a chi non ne ha mai fatti. ? positivo?.

            ? una svolta vera?
              ?Coniugare il rilancio con equit? e rigore lo ?, poi verificheremo i fatti. E la concertazione ? tornata al centro della politica?.

              Serve davvero, questa benedetta concertazione?
                ?Un incontro come quello di oggi accende un riflettore sul governo: se ne parla. E blocca il lavoro delle lobby, degli interessi inconfessabili che lavorano in silenzio?.

                I soldi: come si recuperano?
                  ?Il governo tace sull’entit? e sulla natura del buco della finanza pubblica. Dicono che bisogna recuperare tre punti di deficit: due per riportare il rapporto tra debito e Pil al 3%, un altro per lo sviluppo. Perch? se poi non creiamo sviluppo, la stagnazione si rimangia anche i sacrifici fatti per ripianare i debiti?.

                  Cifre da capogiro.
                    ?Il conto si fa in fretta: due punti di Pil valgono 28 miliardi. Poi c’? il taglio del cuneo fiscale, che ne costa 10?.

                    Quaranta miliardi.

                    ?Le Agenzie delle entrate hanno censito 120 miliardi di elusione fiscale?.

                    Basterebbe recuperarne un quarto.
                      ?? davvero impossibile? O gli scettici sono interessati? Il lavoro dipendente non pu? evadere e garantisce l’83% del gettito. Inaccettabile?.

                      E le rendite finanziarie?
                        ?Tassandole, entrerebbero 5 miliardi, altri 6 rivedendo la riforma Berlusconi. Il succo ?: si pu? far molto senza tartassare gli italiani rallentando, di conseguenza, consumi e produttivit?. Cio? la crescita?.

                        Bisogna anche spendere meno e meglio.
                          ?Sono tre capitoli uno pi? delicato dell’altro: sanit?, pubblico impiego e pensioni?.

                          Bloccare gli sprechi, garantire salute. Si pu??
                            ?Accendiamo un faro anche l?: andiamo a scovare le inefficienze e le ruberie posto per posto. No ai tagli generalizzati?.

                            E il pubblico impiego?
                              Quando un’azienda privata va male ristruttura. E il sindacato chiede un piano industriale. Lo Stato faccia lo stesso: altro che bloccare il rinnovo dei contratti. Ristrutturiamo?.

                              Gli statali lamentano stipendi bassi.
                                ?Chiediamoci perch? lo Stato spende 2 miliardi l’anno in consulenze: sono dati della Funzione pubblica. Quanto di quel lavoro si pu? fare dentro la pubblica amministrazione??.

                                Le pensioni?
                                  ?La Cisl non ha preclusioni a innalzare l’et? della pensione: il paese invecchia, ? inevitabile. Per? bisogna lasciare i lavoratori liberi di scegliere. Liberi davvero: c’? chi va in pensione di corsa temendo fregature, perch? un ministro parla in tv di intervenire sulla previdenza. E bisogna distinguere: una cosa ? lavorare agli altoforni, altro fare l’insegnante al liceo?.

                                  Il taglio del cuneo fiscale: servir? davvero?
                                    ?A patto che si elimini la parte che tocca i contributi previdenziali: altrimenti finisce che il taglio del cuneo i lavoratori se lo pagano da soli, anticipando il denaro che dovrebbe costruire loro la pensione. Quindi diciamo s?, ma solo sulle tasse. E anche qui distinguendo. Niente alle imprese che lavorano al riparo dalla concorrenza o alle produzioni mature, Qualcosa in pi? a chi aiuta le fasce deboli. Sento che le banche reclamano denaro: che vogliono, ancora? Non ? il momento per loro?.

                                    E i deboli?
                                      ?Infatti: sgravi consistenti, agevolazioni concrete per le imprese che assumono le donne e gli ultracinquantenni rimasti senza lavoro. Non ? fantascienza, in Francia ? successo una settimana fa: ? una vera piaga sociale. Mettiamoci in testa che il paese invecchia. Nessuna manovra pu? invertire questa tendenza?.