pi? di quanto ci serve ELENA MARCO Lei, Marion Nestle, ? diventata famosa per aver recitato (nei panni di se stessa) in Super Size Me, film-crociata contro hamburger di McDonald. Oggi prende di mira i supermercati. ?Sono uguali in tutto il mondo - spiega l’autrice in un’intervista rilasciata a Newton di luglio - e vengono allestiti con lo stesso scopo: farci comperare due, tre, cinque prodotti in pi? rispetto a quelli che ci servono davvero?. La mappa del business Merito, se cos? si pu? dire, dei percorsi prestabiliti nei quali veniamo costretti a girare dal momento in cui mettiamo piede in un supermercato ?scientificamente modificato?. La mappa del business prevede che, in genere, frutta, verdura e fiori, vengano esposti all’ingresso perch? colore e profumo fungano da esca per attirare, subito e con garbo estetico, il cliente. I prodotti pi? richiesti I prodotti freschi di giornata, come peraltro quelli surgelati, solitamente i pi? ricercati e venduti, vengono messi, invece, lungo il perimetro del supermercato, e comunque sul lato opposto rispetto alle casse e all’entrata-uscita. Tutto ci? serve a farci attraversare un bel po’ di corsie - quasi sempre zeppe di prodotti superflui e in molti casi poco sani - prima di riuscire a raggiungere la meta. Anche latte e pane, generi di prima necessit?, vengono sistemati distanti tra loro e comunque dislocati lontani dall’ingresso. ?L’acqua, che pesa e ingombra e che quindi riempie subito il carrello, sta alla fine del nostro percorso?, continua l’autrice del libro. ?In altre parole: meglio lasciare vuoto il carrello per indurci a riempirlo con prodotti che non avremmo mai pensato di portare a casa?. Ma ci? che risulta pi? difficile da trovare e che ci obbliga a percorrere e ripercorrere tutta la superficie del supermercato ? il sale. Pi? ancora dello zucchero, che ? un altro oggetto del desiderio piazzato, puntualmente, in qualche angolo semibuio. Bibite, merendine & C. ?Tutto ci? ha un solo obiettivo - insiste la nutrizionista -, farci restare all’interno del supermercato pi? a lungo possibile perch? pi? prodotti vediamo pi? ne comperiamo. Anche la posizione dei giocattoli e di patatine, bibite e merendine, non ? casuale?. Solitamente questi prodotti, che gli addetti ai lavori definiscono superflui, vengono sistemati nelle isole centrali, impossibili da evitare, ben in vista e soprattutto alla portata dello sguardo dei pi? piccoli che cos? possono facilmente allungare la mano per farsi regalare qualcosa. In cambio di una promessa: non fare i capricci. La disposizione Un discorso a parte riguarda la disposizione negli scaffali dei prodotti. Inizio e fine di corsia, scaffali ad altezza degli occhi del cliente e spazi vicino alle casse vengono riservati a generi selezionati con particolare attenzione. Anche la merce messa a destra di prodotti di grande richiamo viene individuata e scelta con cura. La spiegazione ? solo all’apparenza banale: siamo abituati a leggere da sinistra a destra e quindi i nostri occhi tendono a seguire questo movimento anche davanti a uno scaffale. E la tecnologia? L’ID Magasin, azienda inglese leader nelle ricerche comportamentali e di mercato, ha creato un dispositivo per osservare e registrare quel che guarda un cliente, da quando entra a quando esce dalla ?trappola?. Il dispositivo, battezzato ?eye contact?, ? un banale paio di occhiali attrezzato per? con una micro telecamera che filma e registra tutto quel che attira la nostra attenzione. Esito dell’indagine: la zona pi? osservata negli scaffali si trova circa 20 centimetri sotto il nostro orizzonte visivo. Un prodotto collocato a un metro e mezzo d’altezza ha la massima percentuale di essere notato. E di finire cos? nel nostro carrello. |
"Consumi" Ecco perché compriamo più di quanto ci serve
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021