sabato 4 marzo 2006

    Pagina 7 - POLITICA


    Prodi corteggia la sua base sociale
      Standing ovation del congresso Cgil per l'intervento del candidato premier dell'Unione. ?Abbiamo le stesse ricette?, dice Prodi alla platea promettendo impegno contro la precariet?
        COSIMO ROSSI
        INVIATO A RIMINI
          Non ha un partito Romano Prodi, ed ? noto quanto se ne crucci. Non ha nemmeno un curriculum di sinistra, e non ? noto che se ne rammarichi. Ma rivolgendosi alla platea del congresso riminese della Cgil il leader dell'Unione trova sicuramente una base sociale. Forse la pi? vasta e combattiva. ?Riprogettare il paese?, come recita lo slogan del XV congresso, ? un imperativo che il professore prende a prestito non solo per coniugarlo al plurale, ma anche per cucinarlo con ?le stesse ricette?. Che poi ? una sola: la concertazione. Che se non la si vuol chiamare cos? ?chiamiamola pure Pippo?, come precede il pragmatismo emiliano di Paolo Nerozzi nell'ultimo intervento prima del professore.
            ?Patto di legislatura?, aveva detto il segretario generale Gugliemo Epifani nella sua relazione di mercoled?. Quel negoziare a 360 gradi che riavvicina anche Cisl e Uil. Ancorch? senza accomodarsi all'idea del ?governo amico?, ha avvertito l'altro ieri Savino Pezzotta ancora impermalosito dall'indisponibilit? Cgil a scendere a patti con Berlusconi. Del resto, bisogna ricordare che l'esecutivo uscente non si ? mostrato neutrale ma ?avversario?, ha quindi chiosato ieri mattina il leader della Fiom Gianni Rinaldini per poi rivendicare la sovranit? dei soli lavoratori sulle scelte del sindacato.
              La democrazia sindacale ? comunque un sentiero troppo scosceso rispetto all'incedere di un candidato premier che gi? ha dovuto tribolare per guadagnarsi l'investitura attraverso le primarie. Prodi non la offre al congresso Cgil. Cos? come non esige un sindacato amico. E neppure ?istituzionalizzato? e fatto prigioniero del patteggiamento col governo, come invece ? echeggiato il rimprovero cofferatiano alla relazione del successore. L'?autonomia? fondata su ?valori forti?, appena finita rivendicare da Nerozzi prima che il professore prenda il microfono (ma anche all'indirizzo delle critiche interne), nelle conclusioni prodiane assume perci? in contorni di un sindacato s? ?rappresentante di parte? ma anche latore di ?responsabilit? e ?obiettivi generali?.
                A poco di pi? di un mese dal voto, per altro, ci pensa il calendario a far collimare in gran parte i propositi. Prodi ? quindi chiamato sul palco rosso del congresso Cgil come il candidato al quale si rivolge ?l'augurio? di battere la destra, accolto da una platea che si alza in piedi per applaudirlo e anche per rubare qualche foto con il telefonino.
                  Sull'orlo del baratro creato dal governo Berlusconi, ancor prima delle ?ricette? sono gli ingredienti ad assomigliarsi. Prodi, anzi, li prende volutamente a prestito dalla stessa relazione di Epifani. ?Una politica dei due tempi non ? possibile?, dichiara quindi preliminarmente il candidato premier. Il suo ? un compito ben composto, con pi? di un passaggio parafrasato direttamente dal leader Cgil, e inframezzato di ulteriori omaggi la popolo della Cgil. Come quando Prodi rafforza la sua dichiarazione a favore di una flessibilit? (utile alle imprese) messa al riparo dai rischi della precariet? introducendo anche ?l'intervento economico? per ?rendere meno conveniente la precariet? rispetto al lavoro a tempo indeterminato?. Oppure quando richiama il calcolo dei salari operai appena snocciolato da Rinaldini per sospirare sconsolato che ?cos? non si arriva neppure alla terza settimana?.
                    Si attiene al programma il professore. E se ne compiace il Prc con Paolo Ferrero. Il leader dell'Unione rilancia quindi la lotta all'evasione e al sommerso al fine di reperire le risorse necessarie alla sviluppo (e al rilancio dei consumi). Gi? il costo del lavoro, s? la fiscalit? su rendite e patrimoni. Gi? anche le riforme bandiera del centrodestra: Bossi-Fini, Moratti e legge 30. Anche se ? solo contro la prima, e sull'estensione della ?cittadinanza?, che Prodi usa toni avvincenti. Che infatti gli guadagnano l'applauso pi? scrosciante. E se contro la precariet? si fa apprezzare, ? invece in tema di istruzione che Prodi rimane viziato da un'ossessione per la ?scuola tecnica? e i ?centri di eccellenza? che lascia sempre in secondo piano l'universalismo, il primato del pubblico e l'innalzamento dell'obbligo a 18 anni che Enrico Panini (Cgil scuola) aveva da poco invocato.Anche se la vera omissione di fronte al congresso ? un'altra: la pace. Che per il corpo Cgil com'? oggi rappresenta insieme un punto cardinale e un motore.