gioved? 2 marzo 2006


    Prima Pagina
      CGIL. - DAL SEGRETARIO TANTA PROTESTA POCHE PROPOSTE
        Epifani scalda la gauche, nessun altro
          Ettore Colombo
            Rimini. Propone un patto di legislatura al futuro governo dell'Unione (sulla quale, dice, ?pesa una grande e storica responsabilit?, quella di fare prevalere la necessit? di una svolta?) e cio? ?non un'agenda dei primi cento giorni ma dei primi tremila?. Dice di volerlo formulare insieme a Cisl e Uil (e non dimentica il ruolo dell'Ugl nella possibile concertazione del futuro) ma la centralit? della Cgil nel proporlo e nel presentarsi come l'interlocutore privilegiato del prossimo governo amico (?abbiamo una valutazione comune dello stato del paese?) c'? tutta. Il tramite sindacale, naturalmente, ? il ?nuovo patto fiscale?. Ovvero, in una situazione dei conti pubblici ?disastrosa?, un patto per reperire risorse da destinare a investimenti, istruzione, welfare ?e ripristinare una vera giustizia fiscale?. Ribadendo un no secco, ovvio, alla politica dei due tempi. Boccia senza mezzi termini l'Italia del governo Berlusconi (?cinque anni persi?), e non solo in termini economici ma anche su temi sociali come il lavoro (dove parla per? di ?andare oltre la legge 30? e non semplicemente di abrogarla), la scuola (cancellando qui s? la riforma Moratti) e le infrastrutture. Morale, ?i cinque anni della legislatura che sta per finire presentano la crescita media pi? bassa del pil italiano di tutta la storia della Repubblica? e ?l'Italia ? a un bivio?. Per questo bisogna ?riprogettare il paese partendo dal lavoro?.

            Che poi ? lo slogan scelto dal segretario Guglielmo Epifani per celebrare il XV congresso della Cgil che si ? aperto ieri mattina alla Fiera di Rimini. E' un Epifani all'attacco, molto politico e insieme pacato, quello che parla da un palco che ricorda un moderno Politburo (con tanto di rosso in sfondo) e alla cui presidenza vengono invitati anche i leader di Cisl e Uil Pezzotta e Angeletti mentre nelle prime file siede l'intero stato maggiore dell'Unione e in particolare dei Ds (Fassino e D'Alema), fino a Bertinotti. Accanto a loro le delegazioni di Confindustria, guidata dal vicepresidente Alberto Bombassei, e di Cisl e Uil. Quelle che resteranno le pi? scontente e inquiete, dalla relazione, mentre il centrosinistra, da Fassino a Bertinotti, gongola felice e compatto per quanto Epifani va dicendo.

            Del governo, affossato pi? volte, Epifani salva solo Gianni Letta (?interlocutore serio e perbene?), seduto in prima fila. Insomma, per dirla con il segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti, ?ecco la traccia del discorso di investitura del nuovo presidente del Consiglio nella prossima legislatura…?. E se gli applausi si sprecano quando Epifani attacca il ?turbocapitalismo? e rivendica di aver inventato la categoria del ?declino?, oggi condivisa da molti, dopo un cappello introduttivo che ricorda la relazione di un segretario (tendenza socialdemocratica) del Pci che spazia dalla guerra di civilt? da rifiutare al fondamentalismo, dal ruolo dell'Onu alla richiesta di ritiro delle truppe dall'Iraq, prima si toglie la soddisfazione di dire ?avevamo ragione noi a criticare BankItalia?, poi attacca la legge sul risparmio, invoca una politica energetica ?pi? moderna e indipendente?, nuove politiche per il Sud e la difesa della Costituzione. Insomma, tanta politica. Poi, certo, arrivano anche temi sindacali. Ma qui arrivano i dolori per gli interlocutori della Cgil. A Pezzotta ed Angeletti (per ora non commentano ma parleranno oggi e non saranno teneri) chiede la pazienza e la voglia di arrivare a una posizione unitaria, con cui presentarsi ai rappresentanti delle imprese, ma a Confindustria, cui pure riconosce un diverso atteggiamento verso il suo sindacato, ribadisce la centralit? del contratto nazionale, che non pu? essere in alternativa alla contrattazione decentrata. Morale, rispedisce al mittente gli inviti a tornare a sedersi attorno al tavolo per la riforma del sistema contrattuale del '93, frustrando le pur timide attese di Cisl e Uil.
              ?Deluso? si dice subito Bombassei, che parla di troppe barriere e ostacoli che allontano il tavolo di riforma. Il numero due della Uil Adriano Musi sibila: ?Non ho capito quali siano le aperture e le novit?. Duro anche il primo commento Cisl: ?? una proposta deludente con cui la Cgil blocca il confronto?, dice Pier Paolo Baretta, futuro numero due. ?Epifani per ora cerca solo il massimo di unit? interna e vuole chiudere il congresso come l'ha aperto, unitario, Fiom compresa. Speriamo succeda qualcosa dopo?, dice una fonte. Gi?, dopo. Epifani ieri ha di fatto chiuso la stagione della Cgil di Cofferati, rivendicandone la sua anche personale continuit? con quel quadro, manifestazione del 23 marzo 2002 per l'articolo 18 in testa. Questo ? un congresso di passaggio e solo da oggi parte la Cgil del futuro. Per ora ? unita e forte, sul proscenio, anche se ha scommesso tutto sulla vittoria dell'Unione alle prossime elezioni politiche. Di cui sar? l'interlocutore sociale pi? affidabile e affatto remissivo. E gli altri? Seguiranno.