Prima Pagina Che poi ? lo slogan scelto dal segretario Guglielmo Epifani per celebrare il XV congresso della Cgil che si ? aperto ieri mattina alla Fiera di Rimini. E' un Epifani all'attacco, molto politico e insieme pacato, quello che parla da un palco che ricorda un moderno Politburo (con tanto di rosso in sfondo) e alla cui presidenza vengono invitati anche i leader di Cisl e Uil Pezzotta e Angeletti mentre nelle prime file siede l'intero stato maggiore dell'Unione e in particolare dei Ds (Fassino e D'Alema), fino a Bertinotti. Accanto a loro le delegazioni di Confindustria, guidata dal vicepresidente Alberto Bombassei, e di Cisl e Uil. Quelle che resteranno le pi? scontente e inquiete, dalla relazione, mentre il centrosinistra, da Fassino a Bertinotti, gongola felice e compatto per quanto Epifani va dicendo. Del governo, affossato pi? volte, Epifani salva solo Gianni Letta (?interlocutore serio e perbene?), seduto in prima fila. Insomma, per dirla con il segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti, ?ecco la traccia del discorso di investitura del nuovo presidente del Consiglio nella prossima legislatura…?. E se gli applausi si sprecano quando Epifani attacca il ?turbocapitalismo? e rivendica di aver inventato la categoria del ?declino?, oggi condivisa da molti, dopo un cappello introduttivo che ricorda la relazione di un segretario (tendenza socialdemocratica) del Pci che spazia dalla guerra di civilt? da rifiutare al fondamentalismo, dal ruolo dell'Onu alla richiesta di ritiro delle truppe dall'Iraq, prima si toglie la soddisfazione di dire ?avevamo ragione noi a criticare BankItalia?, poi attacca la legge sul risparmio, invoca una politica energetica ?pi? moderna e indipendente?, nuove politiche per il Sud e la difesa della Costituzione. Insomma, tanta politica. Poi, certo, arrivano anche temi sindacali. Ma qui arrivano i dolori per gli interlocutori della Cgil. A Pezzotta ed Angeletti (per ora non commentano ma parleranno oggi e non saranno teneri) chiede la pazienza e la voglia di arrivare a una posizione unitaria, con cui presentarsi ai rappresentanti delle imprese, ma a Confindustria, cui pure riconosce un diverso atteggiamento verso il suo sindacato, ribadisce la centralit? del contratto nazionale, che non pu? essere in alternativa alla contrattazione decentrata. Morale, rispedisce al mittente gli inviti a tornare a sedersi attorno al tavolo per la riforma del sistema contrattuale del '93, frustrando le pur timide attese di Cisl e Uil. |
"Cgil" Epifani scalda la gauche, nessun altro
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021