venerd? 9 giugno 2006

    Pagina 18 - Economia
      Le famiglie
        Borghesi sempre pi? piccoli
          Il Censis: "Il 60% dei loro figli scende nella scala sociale"

          LUISA GRION
            ROMA - Il borghese diventa piccolo borghese, l?impiegato resta impiegato, la classe operaia - per forza di cose - si ? ridotta e ha, in parte, conquistato una scrivania. In Italia, scalare i gradini del benessere sta diventando un?impresa sempre pi? difficile: la fascia alta della societ? non riesce pi? a ?proteggere? i suoi figli e il ceto medio consuma ormai tutte le sue energie per restare tale. Lo certifica un studio del Censis che - analizzando i percorsi fatti dai figli rispetto ai padri - rivela un paese tendente all?immobilit?, destinato a farsi sempre pi? inghiottire dal grande mare del ?ceto medio? nel quale affluiscono anche quelle che una volta erano le punte avanzate della borghesia intellettuale.

            I salti verso l?alto, tanto frequenti negli anni Sessanta, non si vedono quasi pi?: negli ultimi anni il 40 per cento degli occupati non si ? mosso rispetto ai padri. Non solo: analizzando il profilo dei lavoratori con pi? di 18 anni e partendo dalla parte alta della piramide, il Censis ha scoperto che oltre il 60 per cento dei figli della borghesia (intesa come classe sociale composta da medio-piccoli imprenditori, liberi professionisti, dirigenti e quadri alti) ha fatto un salto indietro rispetto alla posizione conquistata dai padri. Se il 50 per cento ? scivolato nel ceto medio (quello della ?piccola? borghesia) il 9,6 si ? trovato a far parte della classe operaia. Il balzo in gi? ? molto pi? frequente fra i figli della borghesia intellettuale che in quelli della borghesia imprenditoriale.

            Nella fascia centrale della piramide a dominare ? stata invece la stasi. I grandi sforzi fatti dalla piccola borghesia per spingere in avanti i figli, nella maggior parte dei casi, sono stati vani: la fatica ha fatto s? che le bocce restassero ferme (oltre il 63 per cento della prole ? rimasta stabile rispetto ai padri o ha concretizzato solo piccoli cambiamenti). E se poco pi? del 13 per cento dei figli ha fatto il grande salto verso i vertici della scala sociale, oltre il 22 ha invece perso posizioni passando da ceto medio a basso ceto.

            Poi, certo, c?? stato il grande passaggio dalla ?tuta blu? al ?colletto bianco?: i figli degli operi, nel 47 per cento dei casi, sono riusciti ad agganciare la fascia piccolo borghese-impiegatizia, ma alla base di questo spostamento - spiega il Censis - vi ? soprattutto il fatto che il peso della ?manifattura? ? irrimediabilmente sceso rispetto a quello dei servizi. In realt? solo l?8 per cento della classe operaia ?va in paradiso? ed ? riuscita a vedere il figlio ?dottore?. Tra l?altro, segnala il Censis, va anche detto che il ?grande cambiamento? sociale o arriva all?inizio della vita lavorativa o non arriva pi?. Solo il 14,7 per cento dei figli che hanno visto migliorare la loro condizione rispetto a quella dei padri continua poi a salire i gradini della scala sociale. Il 27,6 per cento non si sposta di un millimetro rispetto alla posizione di partenza: fedele allo status del padre, resta poi tale per tutta la vita. ?Nel nostro paese - osserva Giuseppe Roma, direttore generale del Censis - non ci sono i meccanismi che producono mobilit?. Oltre al difficile accesso alla formazione ed alla conoscenza, continuiamo ad essere un paese con molte incrostazioni corporative?.