ArAbbiamo paura. Servirebbe un leader-papà che ci rassicuri, dicono gli psicologi. Ma fra rogatorie internazionali e figuracce globali, ha altro da fare. Un vicepapà, almeno. Purtroppo Fini tace e Bossi nell’ora del pericolo si limita a garantire l’unità nazionale andando ospite in tv da Massimo Ranieri.
Così non resta che aggrapparsi al babbo che verrà: Roberto Formigoni, il nostro Formig One. Governatore momentaneo di tutte le Lombardie in attesa di assurgere al soglio supremo, anche se si comporta come se vi fosse già. Nel proclama degli Aviogetti invita gli italiani a tornare a volare e dà il buon esempio, comprando un pacchetto aereo per Disneyland ai nipotini.
Nel sermone delle Asole, esorta gli stilisti ad avere fiducia nel futuro. E nel discorso della Regina, sul bordo del Tamigi, si dichiara «in pieno accordo con Blair» e suggerisce a Bush una risposta «forte e saggia». Lui, il vecchio pacifista della guerra del Golfo, quando ancora era un talebano di Cl. Ora è un vero capo, Formig One, senza ironia. E un vero democristiano, il che con gli arabi non guasta. Per cui mette la bandiera americana sul pennone, ma un minuto dopo riceve l’imam.