Pagina 2 - Primo Piano LE STRATEGIE - ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI FANNO PROPOSTE MA NON INDICANO CON PRECISIONE LA COPERTURA Stefano Lepri ROMA Parole roboanti, flatus vocis per compiacere o terrorizzare gli elettori. Come l’imposta patrimoniale, che i pi?, tra i molti che la temono, e tra i pochi che la invocano, non sanno nemmeno descrivere bene che cosa sia. Ma sembra proprio che nelle teste degli italiani oggi il tema delle tasse sia sceso di importanza rispetto alla campagna elettorale di 5 anni fa. O almeno cos? risulta dagli ultimi sondaggi: ?S?, a me pare che tenda a prevalere il giudizio che ridurre le tasse sia piuttosto difficile? riflette Giuseppe Roma, direttore del Censis. Per? la polemica elettorale infuria, e stravolge cifre e definizioni. In questi giorni, entrambi gli schieramenti puntano al consenso popolare, in modi diversi tentando di mostrarsi come paladini di chi ha meno. Per Renato Brunetta, consigliere economico di Silvio Berlusconi, ?il centro-sinistra vuole togliere alle famiglie, tassando i loro beni come la casa e il risparmio, per dare alle grandi imprese, sue alleate? ponendo a carico della fiscalit? generale la riduzione del costo del lavoro. Per l’ex ministro Ds Vincenzo Visco ?il centro-destra insiste a favorire le rendite danneggiando la produzione, cos? come ha fatto nei 5 anni di governo, con i risultati che si vedono?, e gli sgravi fiscali che promette, ?se pure riuscir? a darli, si concentreranno ancora sui pi? ricchi?. Entrambi gli schieramenti, secondo un giudizio diffuso tra gli economisti, soffrono di una contraddizione tipica delle campagne elettorali esasperate. Chi ? al governo da una parte assicura che i conti pubblici sono in ordine, dall’altra accusa le proposte dell’opposizione di essere troppo costose. Chi ? all’opposizione vede la finanza pubblica vicina al disastro, per? ritiene che trover? margine per realizzare le proprie promesse. La proposta del centro-sinistra di abbassare il costo del lavoro, 5 punti in meno di ?cuneo fiscale? da ripartire tra imprese e lavoratori, costerebbe, ammette Romano Prodi, 10 miliardi di euro. Ora, secondo previsioni serie, gi? il deficit pubblico del 2006 rischia di sforare di una quindicina di miliardi l’obiettivo concordato con le autorit? europee. Per il 2007 potrebbe occorrere una manovra netta di 20-25 miliardi di euro a riduzione del deficit. Le coperture finanziarie fin qui proposte dal centro-sinistra per il ?cuneo fiscale? non superano la met? dell’onere aggiuntivo di una misura pur gradita alle imprese e ritenuta razionale da molti economisti. Tipicamente, come ha fatto l’Italia in passato e come far? la Germania nel 2007, lo sgravio agli oneri sociali si finanzia aumentando l’Iva. Ma l’Iva italiana ? gi? al 20%, livello abbastanza alto nel confronto europeo, e per giunta l’Italia conserva il problema di una inflazione pi? alta degli altri Paesi euro: toccare l’Iva ? impensabile, tanto che nemmeno il centro-destra ha accusato gli avversari di tenere quell’idea in serbo. |
"BladeRunner" Tante promesse senza soldi
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021