MAI visto nulla di simile?. All'Emory University di Atlanta, Georgia, il politologo Alan Abramowitz ? uno dei pi? apprezzati storici americani dei dibattiti presidenziali e non esita a confessare stupore per il modo in cui Silvio Berlusconi ha scelto di concludere il primo duello tv con Romano Prodi, ovvero ammettendo a telecamere ancora aperte di non essere contento del proprio risultato.
La sorpresa di Abramowitz si spiega con l'importanza che nelle campagne presidenziali americane ha lo ?spin? ovvero l'impegno che i team dei due partiti mettono nello spingere i media e l'opinione pubblica a dare subito un giudizio positivo su come ? andato il proprio candidato durante il duello. Ogni candidato, consigliere elettorale e sondaggista sa che lo ?spin? pu? essere anche pi? importante del dibattito stesso per motivi convergenti: pu? correggere all'istante gli errori commessi e l'opinione negli elettori si consolida nei giorni successivi allo scontro tv.
Per avere idea dell'importanza dello ?spin? nella gestione dei dibattiti presidenziali, alla cui metodologia il confronto Berlusconi-Prodi si ? ispirato, basta tener presente che in occasione dei tre duelli fra George W. Bush e John F. Kerry nelle sale stampa di Coral Gables, St. Louis e Tempe i rispettivi team distribuivano ai giornalisti i commenti scritti contro l'avversario a dibattito ancora in corso, al fine di influenzare a loro favore la lettura di uno scambio di battute che stava ancora avvenendo. E ancora: appena finito il duello i pi? importanti consiglieri dei candidati - Karl Rove per Bush, Bob Shrum per Kerry - si precipitavano di fronte alle tv per imprimere subito uno ?spin? favorevole alle immagini appena trasmesse. Tanto nel 2000 che nel 2004 lo ?spin? dei repubblicani ha consentito a Bush di riprendersi da dibattiti che, secondo molti osservatori, lo avevano visto in difficolt? di fronte ad Al Gore e Kerry.
Da qui le due anomalie del comportamento di Berlusconi nello studio Rai. La prima ? di metodo: ? stato lui stesso a imprimere uno ?spin? e lo ha fatto a dibattito ancora in corso mentre negli Stati Uniti ci? avviene a duello concluso e da parte dei consiglieri elettorali. L'altra ? di merito: anzich? imprimere uno ?spin? positivo alla sua prestazione in tv ha fatto l'esatto contrario.
Vi sono due possibili letture del perch? Berlusconi si sia comportato in questa maniera: ? stato lo scivolone spontaneo di un leader politico indebolito ed al tramonto oppure si ? trattato di una scelta voluta. A non escludere quest'ultima possibilit? ? Karlyn Bowman, politologa ed analista elettorale del centro studi neoconservatore American Enterprise Institute di Washington, secondo la quale ?? noto che ad un candidato che si trova a rincorrere pu? giovare recitare la parte dell'"underdog", di chi ? in difficolt? e si trova a subire per responsabilit? altrui?. ?Sebbene si tratti di una tattica senza precedenti nei dibattiti presidenziali americani - aggiunge il sondaggista Scott Keeter che per l'indipendente "Pew Research Center" segu? i confronti fra Bush e Kerry - parlare male di se stessi ? una sorpresa che pu? servire a rinfrescare il rapporto con gli elettori, renderlo pi? naturale?.
Ma Abramowitz non ci crede pi? di tanto e, ripassando velocemente a memoria i dibattiti degli ultimi venti anni, ribatte: ?Presentarsi come l'"underdog" pu? servire allo sfidante ma non al presidente uscente perch? ? evidente a tutti gli elettori che essendo lui al governo ? lui a trovarsi in posizione dominante?.