luned? 20 marzo 2006


    Pagina 8 - Primo Piano

    Socci e Sgarbi: ? gi? 25 luglio
    Ferrara e Buttafuoco: noi a Sal?
      Gli intellettuali del Polo e la metafora della fine del fascismo

      Aldo Cazzullo
        ?Il 24 luglio del Cav.? titolava il Foglio evocando la vigilia della caduta del Duce, dopo che Fini e Casini si erano smarcati dal premier e anche berlusconiani ferrei, come Baget Bozzo, avevano criticato la performance del capo nel duello con Prodi. ?Il 9 aprile tutti a cercar la bella morte? insiste Giuliano Ferrara il giorno dopo - citando il titolo di un libro del ragazzo di Sal?, Carlo Mazzantini - in risposta a una lettera in cui l'irriducibile Filippo Facci accusava Socci, Veneziani e Buttafuoco di ?darsela a gambe?. E Marco Travaglio su l’Unit? immagina gli alleati infedeli mentre ?ispezionano i distributori di benzina per appenderci, un giorno, il nano per i piedi?e poi concludere: ?Noi stiamo dalla parte del nano. Dopo, se questi sono i successori, ci sembrer? un gigante?. Torna il gioco, a destra come a sinistra, dei ricorsi storici e anche degli eterni caratteri nazionali: chi non s'arrende, chi tradisce, chi corre in soccorso del vincitore. ?Stavolta per?, anzich? la metafora di Flaiano, varr? quella di Longanesi: "Non mi preoccupano le idee, ma le facce". E gli italiani non saliranno sul carro di Prodi - dice Pietrangelo Buttafuoco -. Dopo il tradimento dei gerarchi, Berlusconi non conoscer? quello del popolo. Intanto chi dubitava di Veronica ha avuto la sua risposta: la signora, come prima di lei donna Rachele, non molla. Il Cavaliere non subir? l'onta riservata agli altri autocrati caduti, il Duce e Bettino Craxi; anzi, la sconfitta generer? un movimento di simpatia. In molti si comporteranno come Albertazzi, che, pur non essendo fascista, and? a Sal? per spirito di ribellione e scelta estetica. E io tra questi. A parte il fatto che darmi del badogliano fuggiasco ? l'offesa pi? grave che mi si possa fare, quelli come me, che con Berlusconi, l'America, l'Occidente, la liberaldemocrazia non c'entrano nulla, stavolta sono pronti a mobilitarsi per lui?. Giuliano Ferrara aveva proposto un'?adunata di nani e ballerine? per concludere in allegria la campagna elettorale e forse il ciclo politico del Cavaliere. ?Purch? non chiedano di appoggiare la guerra preventiva all'Iran, sono pronto a tutto - risponde Buttafuoco - anche a sfilare con Aida Yespica sotto le insegne del Bagaglino. Giuliano ? il nuovo Marinetti, che, ormai disilluso dal regime, parte lo stesso per la Russia a combattere i bolscevichi. E noi berlusconiani della ultima ora siamo come i falangisti e i legionari che prendono le armi anche per difendere i preti e i borghesi che il giorno dopo, messe in salvo ostie e argenteria, li abbandoneranno?.

        Dopo l'incursione berlusconiana di Vicenza, si annuncia per oggi sul Fo glio un editoriale meno pessimista. ?? vero, il Cav. ha dato fuori da matto. Per questo mi ? piaciuto? spiega Ferrara, che da tempo suggerisce al premier un cambio di passo e di toni. Per un ex berlusconiano come Vittorio Sgarbi, invece, ?il discorso di Vicenza ? stato per Silvio come il discorso del Lirico di Milano per Benito: la prova estrema, brillante, drammatica, felice, ma inutile. Ormai ? troppo tardi per difendere con le unghie e coi denti la valle del Po e la reggia mancata di Arcore. Ci vorrebbero altre venti intemerate come quella agli industriali per rimontare?. Sgarbi rifiuta l'etichetta di traditore: ?Fu il Cavaliere a tradire me. Il berlusconismo cominci? a finire il 20 giugno 2002, quando fui cacciato dal governo e si esaur? quando poco dopo venne restituito all'Etiopia l'Obelisco di Axum. La maledizione di Hail? Selassi?. Non ? scaramanzia, ? politica: quel gesto fu un condensato di Terzomondismo, buonismo, goscismo, politicamente corretto; il contrario di quel che Berlusconi vorrebbe significare. Non ? vero neppure che siamo appena al 24 luglio. La caduta ormai ? consumata; ? come se si fosse gi? votato. Non ? Gotterdammerung, ma cupio dissolvi, non la Caduta degli dei, ma l'eutanasia. E non ci sar? una nuova Sal?, un secondo ridotto della Valtellina. Dove sono i Pavolini, i Farinacci, i Buffarini Guidi? Basta vedere le liste elettorali: Berlusconi ha lasciato a casa i combattenti, quelli come me, Taradash, Taormina, Contestabile che si sono battuti come leoni contro i magistrati, per fare posto ad alcune belle e imbelli signore, la Gardini, la Santelli, la Carfagna. Questo almeno lo salver? da Piazzale Loreto: la sinistra, anzi, se lo terr? buono. Casini comincer? la sua marcia verso il governo, Fini manterr? la sua ingessatura istituzionale e Berlusconi sar? accreditato come unico oppositore, pur non avendone n? l’attitudine n? le qualit?. E lei Sgarbi? ?Purtroppo perder? l'immunit? parlamentare. Le liste Codacons-Dc, in cui mi candido, sono state escluse da molte circoscrizioni. Mi toccher? diventare buono e insipido come Prodi?.
          Tradito pi? che traditore si sente anche Antonio Socci, come personaggio tv e come cattolico. L'ex conduttore di Excalibur si era gi? detto deluso per la scelta di Berlusconi di non impegnarsi contro il referendum sulla fecondazione assistita e di ricandidarsi a Palazzo Chigi. ?In un Paese dove la sovranit? appartiene al popolo ? il politico a tradire, non i suoi sostenitori - dice oggi Socci -. Non mi stupisce Travaglio, per cui l'antiberlusconismo ? una fonte di sostentamento: il Cavaliere per lui ? come il pane, in senso letterale; simul stabunt simul cadent , le loro cadute saranno contemporanee. Mi stupiscono, invece, l'accusa di voltagabbana e anche questi accostamenti del Foglio con le vicende del fascismo, che sono specchio di una dimensione fideistica, di una cultura totalitaria e illiberale. Alla fine gli unici laici in politica siamo noi cattolici. Un leader non ? per sempre; di indissolubile per noi ci sono soltanto il battesimo e il matrimonio. A destra, invece, vedo una mancanza di laicit?. Capisco lo slancio e il compiacimento di Ferrara per il bel gesto, la teatralit?, il sentimento. Ma uno statista autentico, e un vero leader liberale, capisce quand'? il momento di farsi da parte. Tutti i sondaggi e pure l'ultimo libro di Luca Ricolfi indicano che il centrosinistra non ? maggioranza nel Paese, che attorno a un nuovo leader come Casini i moderati avrebbero potuto ricompattarsi. Invece, Berlusconi sar? inseguito con i forconi. Pi? che il Duce ricorda Luigi XV: dopo di me, il diluvio. Temo sar? accontentato. E non si vede traccia di un No?.