gioved? 16 marzo 2006
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      IL CONVEGNO DI VICENZA PININFARINA: ?VINCER? CHI SI APRE AL MERCATO?

      La Confindustria fa l’esame ai due candidati
        ?Concorrenza e sviluppo, serve la svolta?

        Paolo Baroni
          ROMA
          Pi? concorrenza, nelle banche come nell’Universit?, nei settori dell’energia e del gas e nei servizi in generale. Il Paese ? fermo, non cresce. Tra il 2001 e il 2005 il Pil italiano ? salito solo dello 0,6% in media annua, e l'anno scorso ? stato pari a zero, siamo gli ultimi in Europa e il divario si sta aggravando. Per questo occorre voltare pagina, occorre compiere un vero e proprio salto culturale, ?anche a costo di adottare riforme e scelte popolari?. La Confindustria rilancia la sfida della competitivit? e chiama direttamente in causa i due candidati alle prossime elezioni di aprile. Un nuovo duello, questa volta a distanza, ma sempre all’insegna della par condicio. Ancora Berlusconi e Prodi a confronto, non in uno studio tv ma alla Fiera di Vicenza di fronte a seimila imprenditori radunati per il convegno biennale del Centro studi di Confindustria.
            Questa volta si parla solamente di economia, di concorrenza e di come far ripartire il Paese rilanciando la competitivit?. Il candidato dell’Unione parler? domani pomeriggio, il presidente del Consiglio sabato mattina. Tempi rigidamente controllati, due-tre minuti al massimo per ogni risposta ed il direttore del ?Sole 24 ore? Ferruccio De Bortoli a controllare i tempi e a regolare il botta e risposta con la platea. Banditi i monologhi. L’obiettivo, spiega il vicepresidente di Confindustria Andrea Pininfarina, ? evitare ?che con i classici interventi ci trovassimo di fronte ai soliti elenchi di cose fatte o non fatte, col rischio di rendere poco attraente il tutto?. A fare le domande saranno una decina di imprenditori per giornata scelti ?in base ad un mix di rappresentativit? associativa e imprenditoriale?. Applausi a comando? ?Siamo consci che qualche rischio ci pu? essere - spiega Pininfarina - ma gran parte degli invitati sono imprenditori liberi e quindi non schierati?.
              Come era gi? avvenuto a Parma nel 2001, col confronto Berlusconi-Rutelli, gli imprenditori avranno insomma modo di valutare in presa diretta le proposte dei due candidati. In quell’occasione l’allora presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, schier? di fatto gli industriali col polo. Questa volta la parola d’ordine ? invece ?equidistanza?. ?Non vogliamo entrare nel dibattito su quale programma sia pi? aperto sulla concorrenza - spiega il vicepresidente di Confindustria -. Siamo interessati alle risposte ed attendiamo il termine del giro di interviste. Ma il nostro giudizio sar? ancora pi? compiuto tra qualche mese, quando verificheremo le promesse che ora ? facile fare ma che poi ? pi? difficile mettere in pratica?.
                La presidenza Montezemolo, che interverr? al convegno sabato mattina subito prima del premier, nel ?Progetto concorrenza? ci crede molto: ha messo a lavoro da mesi un gruppo di esperti coordinati da Innocenzo Cipoletta, Stefano Micossi e Giangiacomo Nardozzi, ha prodotto una serie di dossier ed infine ha organizzato questa due-giorni veneta ricca di testimonianze importanti. Dai commissari europei Gunter Verheugen (industria) e Neelie Kroes (concorrenza), al presidente dell’Antitrust Antonio Catrical?, dal numero uno di Telecom-Pirelli Marco Tronchetti Provera agli ?Ad? dell’Enel Fulvio Conti, dell’Eni Paolo Scaroni e di Banca Intesa, Corrado Passera. Senza contare la presenza di Giuliano Amato, Francesco Giavazzi e Mario Monti.
                  ?Vince chi si apre?, ? lo slogan coniato per l’occasione da Pininfarina. Convinto pi? che mai che in questa fase occorra avviare una profonda opera culturale per convincere l’intero Paese che la ?concorrenza ? un bene pubblico?. Aiuta la competitivit? delle aziende, pu? innescare un nuovo sviluppo e pu? avvantaggiare anche ai cittadini-consumatori quando migliora i servizi e riduce i prezzi. ?Il tema da noi in Veneto ? molto sentito - afferma il presidente degli industriali di Vicenza, Massimo Calearo - e questo spiega il boom di adesioni all’iniziativa?. Sandro Trento, da pochi mesi direttore del Centro studi, parte dalla premessa che ?il vero problema ? la crescita. Cresciamo poco rispetto agli altri Paesi e cresciamo poco rispetto al passato e il divario con gli altri Paesi si sta aggravando?. E ?l'anno scorso siamo stati fermi. Questo dato - aggiunge Trento - ? ancora pi? preoccupante perch? si verifica in un contesto di crescita mondiale. Noi mai dal dopoguerra abbiamo avuto un periodo di bassa crescita come questo?. La ragione? ?Pensiamo che i problemi siano di tipo strutturale e la componente congiunturale sia solo marginale - spiega l’economista - Alla base esiste un divario di concorrenza e questo implica mancata crescita?.