Berlusconi ha convocato per stasera tutte le sigle di sindacati e imprese: se raggiungeranno un accordo il Governo ne prender? atto
?Articolo 18, le parti trovino un'intesa?
La proposta dell'Esecutivo punta a estendere il negoziato anche ad altri capitoli della delega come ammortizzatori sociali e formazione
ROMA - La parola torna a sindacati e imprese. Il premier Silvio Berlusconi assume in prima persona l'iniziativa di rilanciare il dialogo convocando le parti sociali per questa sera a Palazzo Chigi. Un intervento concordato con il ministro del Welfare e con gli altri leader su un tema, quello dell'articolo 18, che per stessa ammissione di Roberto Maroni ?rischiava di mettere in fibrillazione la maggioranza?. Oggi, quindi, ci sar? lo show down e toccher? a tutti mettere le carte in tavola dando risposte chiare dopo settimane di polemiche a distanza. ?Le parti trovino un accordo tra di loro. Se lo raggiungeranno il Governo ne prender? atto?, ha detto il premier prospettando uno schema di dialogo che ricalca la pratica europea degli avvisi comuni. Oggi, quindi, il Governo rinvier? al confronto tra sindacati e imprese la soluzione anche sull'articolo 18 concedendo un lasso di tempo supplementare per raggiungere un'intesa da sottoporre all'Esecutivo. Tempi che si annunciano brevi (un paio di mesi) e che verranno calcolati tenendo d'occhio la scadenza elettorale delle amministrative. Sul merito, il Governo continua a ripetere che non ci sar? lo stralcio, come ha confermato anche ieri il ministro per le Riforme, Umberto Bossi: ?Non accantoniamo l'articolo 18. Mi pare una delle riforme pi? importanti fatte finora. Ora - ha aggiunto - va trovata una via d'uscita con i sindacati?. Ma Bossi ha anche sostenuto il ministro della Lega Maroni, ammettendo che ?a volte ? rimasto con il cerino in mano, ma questa settimana Berlusconi e Fini si sono mossi per sostenerlo?. Il leader del Carroccio difende i contenuti delle modifiche dicendo che si tratta di ?uno scambio?: l'imprenditore ?d? una serie di diritti come pensione, Tfr, e contratto a tempo indeterminato? e noi permettiamo all'impresa di ?non sposare in maniera definitiva il lavoratore?. Anche il vicepremier, Gianfranco Fini ha mantenuto la linea di fermezza: ?Il Governo intende procedere sulla riforma dell'articolo 18, come abbiamo detto negli ultimi giorni, continuiamo a cercare il dialogo. A differenza del precedente Governo che si scontrava con le resistenze della Cgil, noi dialoghiamo ma comunque andiamo avanti sulle riforme?. E Fini ricorda anche che sul tavolo ?c'? la proposta avanzata dal relatore del provvedimento al Senato?, una proposta che prevede la sospensione dell'articolo in attesa che le parti raggiungano un'intesa. Le parziali modifiche sui licenziamenti, in realt?, sono inserite in una delega sul mercato del lavoro (all'esame del Senato), in cui si prevedono anche nuove misure sugli ammortizzatori sociali, sulla formazione, sugli incentivi all'occupazione, sui contratti flessibili. ? quindi possibile che il rinvio al confronto si estenda a tutti i punti della delega per consentire di affiancare alla flessibilit? in uscita un adeguato welfare state integrato con la formazione, puntando anche l'attenzione sull'occupazione nel Mezzogiorno. Un modello che ?, poi, uno dei cardini del documento Berlusconi-Blair: riuscire a creare sviluppo attraverso il connubio flessibilit?-formazione. Al Senato anche la maggioranza dice di ?non avere fretta? nell'esame della delega lavoro, promuovendo l'ipotesi di una sospensione dei lavori in attesa che si sviluppi una trattativa tra le parti sociali. A sottolinearlo ? stato anche ieri il relatore del provvedimento, Oreste Tofani di An: ?Vediamo cosa succede, comunque noi non abbiamo fretta?. ? stata infatti cancellata una seduta notturna per discutere gli emendamenti presentati proprio in attesa di vedere cosa succede nell'incontro di oggi. Una posizione su cui si trovano d'accordo i centristi che ieri hanno promosso l'iniziativa del premier e anche la Margherita (che oggi incontra sindacati e imprese) da sempre "sponsor" di un rinvio al dialogo sociale. ?Sono ottimista sull'esito del confronto con le parti sociali?, ha detto ieri il ministro del Welfare Maroni. ?La presidenza del Consiglio interviene con un un'iniziativa concordata con il sottoscritto e gli altri leader. Sono stato - ha aggiunto - in strettissimo contatto con il premier e Umberto Bossi e abbiamo concordato una linea d'azione che mi pare saggia, equilibrata, ferma e responsabile?. Infine, anche un battuta polemica sul leader della Cgil: ?C'? qualcosa su cui Cofferati si ? detto d'accordo negli ultimi tempi??. Intanto non si placa la polemica dentro il ministero del Welfare dopo la fuga di notizie su un presunto testo del Governo. Nel mirino ? finito il sottosegretario, Alberto Brambilla. ?Non posso fare nulla contro il povero Brambilla. Non l'ho mica nominato io?, ha liquidato ieri Maroni dicendo per? ?che sono fatti interni al ministero e che si prenderanno provvedimenti?.
Lina Palmerini

Mercoled? 20 Febbraio 2002