domenica 3 dicembre 2006
      Pagina 5 - Primo Piano



      LA NOTA

      Spinta al partito unico
      non facile da gestire

      di Massimo Franco
        Sostenere, come hanno fatto Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, che a Roma c' era ?la maggioranza dell' Italia?, probabilmente nasce dalla sorpresa. Neppure loro speravano in una partecipazione cos? massiccia in piazza San Giovanni: si trattasse di due milioni o di 700 mila persone. Ma la sensazione ? quella di una protesta che va oltre il centrodestra. Comunica un malessere pi? diffuso contro il governo: in questo senso s?, maggioritario. ? un disagio che il fronte berlusconiano ha intercettato, pur senza riuscire a offrirgli uno sbocco politico. Sembrava che la piazza fosse troppo piccola per la folla, e troppo grande per i leader dell' opposizione.

        Alcune novit? per il centrodestra, per?, si intravedono. La prima ? che il confronto a distanza fra la piazza romana e il teatro di Palermo dove si riuniva l' Udc, ridimensiona il partito di Casini. Era scontato, ma non ha pesato solo il dato numerico: colpisce la spinta verso il ?partito unico? che la manifestazione capitolina ha espresso. Berlusconi, Fini e il capo leghista Umberto Bossi l' hanno capito, ricavandone un vantaggio immediato. ?Il partito unico ? gi? qui?, ha gridato l' ex premier. Ma il progetto ? circoscritto all' asse Fi-An-Lega e al tandem Berlusconi-Fini; con Casini nei panni del ?figliol prodigo?, ora ai margini.

        Insomma, ? uno schema figlio del passato della Cdl, non ancora un' indicazione per il futuro. Pi? vistoso, semmai, ? il tentativo di riproporre la leadership del Cavaliere su un piedistallo di valori: patria, famiglia, lavoro. L' inno d' Italia cantato dalla piazza; l' omaggio ai caduti di Nassiriya nel giorno in cui finisce la missione in Iraq; il richiamo berlusconiano al ?Santo Padre?; il suo attacco ?a chi svaluta una famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna?: tutte ricette chiare fino alla brutalit?. Ma il vero braccio di ferro comincia adesso.

        Le piazze trasmettono segnali ambigui. Sono prove di forza, e quella di ieri ? stata impressionante. Ma col rischio che l' esibizione di muscoli diventi fine a se stessa: culturismo politico. Per questo, il dubbio ? se Berlusconi ed i suoi dioscuri, ma anche Casini, siano in grado di costruire consensi oltre il recinto del centrodestra; e di investire in strategia il malumore contro una maggioranza accusata di essere succube dei ?comunisti?. Dalle reazioni dell' Unione, si intuisce un misto di fastidio e preoccupazione. A chi gli chiedeva se cambier? qualcosa per il governo, Romano Prodi ha risposto, lapidario: ?Ma stiamo scherzando??.

        A breve scadenza, pu? darsi che il presidente del Consiglio abbia ragione; e che presto tutti beneficino della Finanziaria. La resa dei conti nel centrodestra rinvia di qualche mese un' offensiva che non sia quella muscolare e frustrata della spallata. Ma la protesta di ieri segnala un distacco del Paese, che non pu? essere considerato solo frutto di una manifestazione ben orchestrata. Il fronte berlusconiano l' ha capito, anche se non ? affatto scontato che sappia governarlo. Almeno una parte dell' Unione, invece, stenta anche solo a comprenderlo. Senza accorgersi che l' opposizione si ? presa la piazza; e che col tempo il recinto della maggioranza pu? diventare un fortino assediato.