Prima pagina Federico Geremicca LEADER QUASI LEADER LEADERINO Da un paio di giorni a questa parte - ed ? qui la novit? - anche il centrodestra pu? riflettere con pi? cognizione su questo paradossale e italianissimo cortocircuito. Silvio Berlusconi aveva infatti pensato all’adunata del 2 dicembre come all’occasione per mostrare al Paese un’opposizione unita e in rimonta: ha ottenuto, invece, l’enfatizzazione di una rottura ora assai pi? difficile da sanare (Casini ieri: ?La Cdl non ha pi? senso, i vertici se li facciano Berlusconi, Fini e Bossi?). Come non bastasse, l’unico vero progetto politico enunciato dal Cavaliere dal palco di piazza San Giovanni - il Partito unico del centrodestra - ? stato affondato 24 ore dopo da Umberto Bossi, confermatosi indisponibile a far parte della compagnia. Per cui, se ? forse esagerato dire che dal quadrumvirato di antica memoria (Casini, Bossi, Fini, Berlusconi) si ? ormai passati a un pi? modesto tandem, ? certo ugualmente complicato sostenere che la Casa delle Libert? del dopo 2 dicembre sia pi? coesa, forte e politicamente compatta di prima. Certo ? difficile immaginare che l’ex presidente della Camera abbia consumato il suo rischiosissimo strappo solo per far liste comuni alle prossime europee con il vecchio amico Mastella. E’ pi? probabile, al contrario, che intenda provare a rianimare quel progetto neocentrista che un paio di primavere prima delle ultime elezioni aveva suggestionato forze politiche moderate (di centrodestra e centrosinistra) e parti importanti del mondo dell’economia preoccupate dal peso eccessivo che la cosiddetta sinistra radicale sembrava dover assumere - come poi ha assunto - nella coalizione messa in piedi da Romano Prodi. Vi ? spazio politico per un simile disegno? E soprattutto: potr? giovarsi, questo progetto, di una legge elettorale meno maggioritaria e bipolare dell’attuale, che possa - insomma - almeno dargli gambe su cui camminare? In assenza di risposte certe, si pu? intanto annotare l’evidente sospiro di sollievo tirato da Romano Prodi all’indomani della manifestazione di piazza San Giovanni. Ne ha qualche ragione: la pi? concreta sta nel fatto che le rotture consumatesi nel centrodestra dopo l’adunata di sabato scorso, sembrano preludere ad un allentamento dell’assedio politico-parlamentare cui il suo governo era sottoposto. Al Senato, dove la maggioranza di cui il premier dispone ? ancor meno che risicata, Prodi potrebbe forse avere qualche problema in meno; e politicamente potr? certo giocare a confondere e metter l’una contro l’altra la ?doppia opposizione?. Eppure, il milione e oltre di manifestanti convenuti a Roma, un paio di problemi seri li pone anche a lui. Il primo sta nell’aver potuto misurare l’area vasta di dissenso (reale, concreto) maturato intorno alla sua legge finanziaria: quello suonato sabato scorso, infatti, ? un campanello d’allarme che sarebbe suicida tentare di liquidare ricorrendo a esorcismi del genere ?il Paese ? impazzito?. Il secondo,invece, riguarda pi? direttamente il suo ruolo e la sua funzione di capo del governo e leader della coalizione. Se c’? una cosa, infatti, che la manifestazione del 2 dicembre ha indiscutibilmente confermato, ? la capacit? di ?traino?, il valore aggiunto - diciamo cos? - che Berlusconi rappresenta nei confronti di una coalizione che senza di lui sarebbe poco pi? che nulla. Ora, ? senz’altro vero che il centrosinistra ha culture e tradizioni meno semplificabili del centrodestra, ma in un sistema bipolare maggioritario (e di fatto a elezione diretta) il peso e la forza del leader sono fattori fondamentali. Concluse le estenuanti mediazioni pre-elettorali e doppiato lo scoglio della Finanziaria, appare indispensabile che Romano Prodi cominci a esercitare il suo ruolo con maggior piglio e autorit?, assumendo davvero su se stesso il peso di rappresentanza dell’intera coalizione. Basta ministri in libera uscita, fine delle sequele annunci-smentite: se ? lui il volto, la sintesi e il ?traino? dell’Unione di governo, ? giunto il tempo di dimostrarlo. La Seconda Repubblica, infatti, non ? terra di premier ?deboli?. Romano Prodi lo ha gi? sperimentato una volta, ricascarci sarebbe suicida. |
"Analisi" Leader, quasi leader, leaderino (F.Geremicca)
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021