16 ottobre 2002
Il segretario Cgil Epifani: l’Esecutivo cambi linea sul Mezzogiorno
«A rischio 150mila nuovi posti»
ROMA. Le nuove misure sul Mezzogiorno
inserite in Finanziaria creano un
fronte di opposizione sempre più vasto
e più compatto. E anche nuove alleanze.
Ieri il consigliere incaricato di Confindustria
per il Mezzogiorno, Francesco Rosario
Averna, ha partecipato a un convegno
della Cgil concentrando il suo intervento
proprio sul Sud. Un intervento
condiviso dal segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani. «Abbiamo valutazioni
simili», hanno commentato entrambi
anche se resta il duello sul Patto
per l’Italia. Ad Averna che si
chiede «che fine ha fatto?» Epifani
risponde «perché non lo disdettate?».
Ma se la Cgil ha tutto l’interesse
a fare esplodere il fronte contro il Governo
in vista dello sciopero separato del 18 ottobre,
per le imprese, Cisl e Uil la battaglia è appena
cominciata. «Il Patto per l’Italia — ha detto
Averna — è un risultato importante ma che
fine ha fatto? A luglio ci sono state nuove
procedure sul credito d’imposta, ad agosto il
blocco del bonus per le assunzioni, a
settembre è stato emanato il decreto
fiscale con tagli di due terzi alla Dit che
incide sul futuro del Paese ma anche sul
Mezzogiorno, a ottobre, con la Finanziaria,
è stata proposta la trasformazione
del 50% degli incentivi da contributi a
fondo perduto in mutui».
Una tempistica che rischia di portare
alla paralisi e Averna punta l’indice contro
l’articolo 37 della Finanziaria, quello
che trasforma appunto i contributi a
fondo perduto in prestiti. «Siamo ferocemente
contrari — ha detto — perché si
dimezza improvvisamente la convenienza
a nuovi investimenti. Inoltre, si appesantisce
il rating dell’indebitamento delle
imprese meridionali e rischiamo di
perdere 18 mesi, che vuol dire blocco
della legge 488, nell’attesa delle nuove
autorizzazioni da parte dell’Ue». Anche
sulle ragioni di questo cambio in corsa
del Governo, Averna concentra le sue
critiche: «Si è detto che il provvedimento
è moralizzatore perché tanti prendono
i soldi e scappano. Non è così, tra il
’97-2001, la 488 ha realizzato 45 miliardi
di euro di investimenti al Sud, 361mila
nuovi posti e ottenendo un tasso di
successo dell’80 per cento. Inoltre, la
488 impone valutazioni preventive delle
banche e almeno il 30% del capitale
investito deve provenire da capitale proprio.
Le nuove norme, invece, trasforma-
no il 50% dei contributi a fondo perduto
in mutui decennali: mi chiedo cosa sia
più morale».
Ricetta simile suggerisce la Cgil.
«Sul Sud l’Esecutivo deve cambiare
radicalmente le sue scelte. Non si possono,
in una fase di rallentamento dell’economia,
modificare misure che hanno
funzionato ma bisogna invece confermarle
e rafforzarle dotandole di risorse
adeguate. Al Sud sono a rischio 150mila
nuovi posti di lavoro. Per questi motivi
buona parte dell’analisi fatta da Averna
la condividiamo». Dunque, una sintonia
ritrovata anche se Averna chiarisce:
«Sul Sud le valutazioni sono simili. Ma noi
abbiamo sempre partecipato agli incontri
con la Cgil e ora guardiamo con soddisfazione
al ritorno del sindacato al tavolo sul Sud,
auspico che ci sia anche agli altri tavoli».
L’allarme della Cgil però è su tutta la
manovra: «Porta il Paese alla deriva —
ha detto Epifani —. Il Pil quest’anno
dovrebbe crescere dello 0,2% e nei primi
sei mesi del 2003 la situazione sarà
più difficile. A marzo, quando avremo i
dati sulla trimestrale di cassa, credo ci
saranno delle sorprese molto preoccupanti
per i conti pubblici». Epifani ha
anche inviato una lettera al presidente
della Rai «per evitare che lo sciopero
sia oscurato».
LINA PALMERINI