Zoccai sogna una Costa Smeralda bis

13/03/2003




Giovedí 13 Marzo 2003
Zoccai sogna una Costa Smeralda bis


DAL NOSTRO INVIATO
THIENE – Un albergo costato oltre 60 milioni di euro che viene gestito da Méridien, poi 240 ville e villette, campi da golf, un nuovo tracciato per la strada che sbarra l’accesso al mare, un intero villaggio da "spostare" un po’ più in là. Nessun paragone con l’Aga Khan, ma l’idea di creare qualcosa di simile a una piccola Costa Smeralda probabilmente non dispiace ai dieci soci veneti che si sono buttati nell’iniziativa. Il capogruppo è Gino Zoccai, che passa con nonchalance dalla produzione di ori e gioielli, tradizionale business di famiglia, al trasporto aereo (Volare-Air Europe), alle operazioni turistico-immobiliari. Tutto per caso, sostiene, tranne naturalmente l’azienda di famiglia che è arrivata alla quarta generazione, con quasi 100 dipendenti, 25 milioni di euro di giro d’affari, negozi monomarca da Fiumicino al Giappone. Un business che, «malgrado il settore sia in crisi dal ’92, dà sempre grandi soddisfazioni: qui vedo nascere da zero i prodotti». Fatto sta che nel ’97 l’orafo di Thiene, la stessa cittadina dove nasce Alpi Eagles, è in cerca di una diversificazione e si trova «per caso» a cena con Vincenzo Soddu, ex pilota militare, oggi amministratore delegato di Volare Group. «Decidemmo di entrare nel business dei charter per pellegrinaggi assieme a Brevivet, tour operator bresciano specializzato nel settore – racconta Zoccai – anche se poi il primo volo fu per Mosca». Nel ’99 Swissair entra in Volare con il 32%, ma acquista anche il 49,9% di Air Europe («non ho mai capito perché due operazioni diverse») e l’anno successivo chiede la fusione delle due compagnie. L’operazione non piace a nessuno, ma si fa: Swissair ha il 49,9% del nuovo gruppo, Zoccai e gli altri soci storici di Volare hanno il 50,1%. Arriva il 2001, con l’11 settembre, il disastro di Linate, il fallimento di Swissair. Zoccai mette mano al portafoglio e acquista per 75 milioni di franchi svizzeri la quota di Swissair, oltre a sottoscrivere un aumento di capitale da 20 milioni di euro in Volare Group. «Il ruolo di Antonveneta in quel momento è stato fondamentale, e in particolare di Pontello (il patron della banca, scomparso giusto un anno fa, ndr) – ricorda Zoccai – Mi ha dato un grande aiuto morale aiutandomi a considerare i rischi; poi ho seguito l’istinto, ma anche la ragione, mi sono fatto avanti e ho comprato tutto». Oggi Zoccai ha il 75%, anche se il progetto di quotazione portato avanti da Interbanca prevede che «tra aumento di capitale e cessione di azioni, principalmente da parte degli altri soci, vada sul mercato una quota compresa tra il 35 e il 40%». Intanto Zoccai continua a non considerare chiusa la trattativa con Alitalia, anche se «loro hanno strategie diverse da quelle degli imprenditori». E la Sardegna? Dalla cena con Soddu si passa al primo volo per Cagliari e alla scoperta di un’area straordinariamente bella e ancora ai margini dello sviluppo turistico, Chia, a circa 40 chilometri da Cagliari, poco più in là di quello che è invece uno dei nomi più affermati dell’industria delle vacanze, il Forte Village, oggi gestito da Méridien (gruppo Nomura). Si parte con l’acquisto di un albergo, il Chia Laguna, che viene affidato proprio al gruppo Méridien (riaprirà in questi giorni, dopo i lavori di ristrutturazione, con il nome di Méridien Chia) e di terreni già edificabili. Poi partono i lavori per la costruzione dell’edilizia residenziale («pensavamo a delle villette, poi il mercato ci ha chiesto ville vere e proprie», sottolinea Zoccai) e dei campi da golf, indispensabili per promuovere l’area anche nel nord Europa. «Abbiamo previsto cinque anni di lavoro per costruire 240 case; una trentina sono già fatte e in buona parte vendute, anche all’estero – racconta ancora l’imprenditore veneto – puntiamo molto su un’offerta di servizi a 360°, tra il residence e l’albergo, per la quale creeremo delle società ad hoc. Solo così convinceremo la gente prima a comprare e poi a venire anche fuori stagione». Ma il progetto non finisce qui: verrà spostato all’interno il tracciato della strada che attualmente "taglia" l’area rispetto al mare ed è addirittura previsto che venga "spostato" il gruppo di case che costituisce l’insediamento originario. «Abbiamo avuto tutti i permessi, il sindaco ha capito che è una grande occasione di sviluppo, il progetto piace anche agli ambientalisti», assicura Zoccai, che però l’anno scorso non è riuscito ad andare in vacanza in Sardegna neanche per un giorno: aveva troppo lavoro, a Thiene.
MARTINO CAVALLI