Zara Italia – Esito incontro 26 luglio 2012


Care compagne, cari compagni,

il 26 luglio si è tenuto l’incontro programmato con Zara Italia, per presentare la piattaforma per il primo Cia.

Con Fisascat e Uiltucs, avevamo convenuto di presentare tre piattaforme che avessero gli stessi contenuti di merito, per la nostra evidente necessità di presentare una premessa politica che evidenziasse la necessità di un recupero del CCNL separato. In allegato troverete le piattaforme di Fisascat e Uiltucs, che rispettano sostanzialmente gli affidamenti che ci eravamo dati.

La prima parte dell’incontro è stata dedicata ad una rapida illustrazione dell’andamento aziendale, per la verità molto sommaria, da cui emerge uno stato di salute aziendale molto positivo.

Il gruppo Inditex è presente in 65 paesi. La presenza così diffusa, accompagnata da sviluppo continuo e rapidità nel modificare le scelte commerciali, consentono all’azienda di reggere molto bene l’impatto della crisi, compensando i mercati in calo con quelli in sviluppo. E’ noto che, nella situazione di gravità in cui si trova l’economia spagnola, Zara, proprio in Spagna, si sta ampliando con nuovi magazzini.

Per quanto attiene all’Italia, pur essendoci una contrazione delle vendite e quindi del fatturato, l’azienda dichiara di non avere una situazione di particolare sofferenza. Per il momento si sta limitando ad attuare una politica di contenimento dei costi, ed a rallentare lo sviluppo. Entro la fine dell’anno è infatti prevista una sola nuova apertura a Trento.

L’azienda sostiene che le maggiori aperture domenicali, in particolar modo nei centri commerciali, producano fatturato in più. Contemporaneamente, però, ci ha informato che sta valutando la possibilità di chiudere in alcune festività.

Nell’illustrare la nostra piattaforma, abbiamo evidenziato proprio quei temi che si ricollegano strettamente con le richieste e/o iniziative unilaterali, che Zara Italia sta promuovendo nei territori, proprio nella logica di razionalizzare i costi:

    -terziarizzazioni/appalti;
    -mercato del lavoro;
    -organizzazione del lavoro;
    -lavoro domenicale.

Successivamente alle nostre esposizioni, l’azienda ha dato una prima generale risposta che non lascia prevedere grandi disponibilità ad un confronto articolato si tutti i temi.
In particolare, ha evidenziato che l’organizzazione di Zara Italia, ha necessità di grande flessibilità, e di potersi adeguare velocemente alle necessità del mercato. Né la proprietà spagnola, né Zara Italia prevedono di strutturare le relazioni sindacali fino alla stipula di un vero e proprio Cia. Ha confermato la disponibilità a sottoscrivere, anche in tempi brevi, il protocollo su salute e sicurezza, evidenziando che la mediazione raggiunta più di un anno fa (il testo è parte integrante della nostra piattaforma), sarebbe oggi probabilmente improponibile, stante la situazione di crisi e “l’investimento” economico che essa comporta. Pur non condividendo la chiave di lettura dell’azienda, abbiamo, tuttavia apprezzato la disponibilità.

L’azienda si è resa, infine, disponibile ad approfondire i temi da noi proposti alla discussione. Ci siamo quindi aggiornati, per tale scopo, al 17 settembre, alle ore 12.00, presso la sede dell’azienda a Milano.

A latere dell’incontro, abbiamo brevemente discusso su alcune problematiche che da tempo contestiamo, e che potrebbero produrre contenziosi, qualora l’azienda non corregga la sua linea:

-la richiesta di procedere ai demansionamenti per le lavoratrici inquadrate al 3° livello che fanno richiesta di part time post maternità (abbiamo precisato che riteniamo discriminatoria la richiesta aziendale);
-tempo tuta, che abbiamo chiesto di regolamentare;
-diritto allo studio, su cui l’azienda da versioni ed interpretazioni discordanti e contraddittorie.

Il “diritto allo studio” è un tema particolarmente sentito dai dipendenti di Zara Italia, in quanto sono presenti moltissimi studenti. Le richieste sono molto numerose e l’azienda tenta di limitarne l’utilizzo fornendo interpretazioni scorrette delle norme.

Per mettere le strutture e le RSA/RSU in condizione di dare una informazione univoca e capace di contrastare quella aziendale, vi allego una scheda che potrete distribuire ad RSA/RSU.

Un cordiale saluto

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

All. 3