XI CONGRESSO FILCAMS: RICERCA IRES SULLA FEDERAZIONE DEL TERZIARIO, “CONFEDERAZIONE NELLA CONFEDERAZIONE”

23/01/2002

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

23 gennaio 2002

XI CONGRESSO FILCAMS: RICERCA IRES SULLA FEDERAZIONE DEL TERZIARIO, “ CONFEDERAZIONE NELLA CONFEDERAZIONE”

Una ricerca condotta dall’Ires sulla consistenza e sull’evoluzione del terziario, “Il terziario privato in Italia”, è stata presentata al congresso della Filcams. Un “modello in progress”, com’è stato detto, per poter definire in modo preciso “i comparti di area Filcams” desunti dai dati statistici nazionali. Uno strumento interpretativo su evoluzione, dimensione, numero di addetti e dipendenti, tipologia del rapporto di lavoro, andamenti salariali di un’ area sulla quale insiste un sindacato “confederazione nella Confederazione” che tratta con confederazioni datoriali e direttamente con le istituzioni.

La ricerca, pubblicata sul sito della federazione www.filcams.cgil.it , sarà aggiornata con le successive esplorazioni per comparti e per territori.

Le quaranta pagine della pubblicazione descrivono un’economia che si è sostanzialmente allineata ai paesi più “terziarizzati” ;, come Stati Uniti, Gran Bretagna, e Francia. In questi paesi il settore dei servizi ha raggiunto un’ampiezza prossima o superiore al 70 per cento del valore aggiunto e dell’occupazione totale. In Italia, nel 2000, questi valori sono rispettivamente al 68,8 e al 63 per cento. Impressionante la crescita del terziario “di area Filcams” tra 1970 e 2000: la quota dei servizi sul valore aggiunto totale è cresciuto di 17 punti e la quota di occupazione sull’occupazione totale di 23 punti.

Tuttavia, non è stata una crescita continua e costante. Nell’ultimo decennio una fase di intensa ristrutturazione ha rallentato la progressione verso l’economia terziaria. Ad esempio il commercio al dettaglio si è profondamente riorganizzato. Ma la capacità di creare occupazione ha subìto una breve battuta d’arresto, riprendendosi in fretta soprattutto nei settori tradizionali degli alberghi e della ristorazione.

Ancora un dato: la ridotta dimensione delle imprese italiane. I due terzi dell’occupazione nei servizi è assorbita da imprese con meno di dieci addetti, mentre in ambito europeo la quota di occupazione nelle piccole imprese è ampiamente inferiore al 50 per cento.

E questa ridotta dimensione è un problema che il sindacato conosce bene.