Welfare: sindacati pronti a «iniziative clamorose»

09/03/2007
    venerdì 9 marzo 2007

    Pagina 19 – Economia

    LA POLEMICA

    Cgil, Cisl e Uil chiedono all´esecutivo l´apertura dei tavoli su pensioni e sviluppo

      Welfare, sindacati pronti a "iniziative clamorose" Letta: il governo non vuole perdere tempo

        Bonanni: non capiamo il perché di questa perdita di tempo, non aspettiamo le elezioni

          LUISA GRION
          ROMA – C´è molto «malessere» in giro, è urgente un´operazione trasparenza. Bisogna che il confronto fra il governo e le parti sociali si apra subito e che sulle pensioni si arrivi ad una soluzione in tempi stretti. Lo chiede il sindacato, dicendo che sulla previdenza l´intesa deve arrivare «prima del Dpef e prima delle elezioni amministrative». Se così non sarà, annuncia, saranno messe in atto «iniziative clamorose». Un pressing di fronte al quale il governo, con il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta, chiarisce «di non voler perdere tempo» e di voler «giocare a carte scoperte». Ma di fatto la data ancora non c´è.

          La mancata apertura della discussione sui quattro punti accordati (pensioni, ma anche sviluppo, pubblico impiego e ammortizzatori sociali) alza il livello della tensione. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, chiede a Romano Prodi di «mantenere la parola data» e di dare il via al dibattito. «Non capiamo il perché di questa perdita di tempo» commenta. «Chi ritiene che sia meglio fare l´accordo dopo le amministrative si sbaglia di grosso: si vuole subdolamente arrivare a un confronto dopo le elezioni per darci una minestra indigesta. Ma l´accordo va fatto prima del Dpef e prima delle elezioni. E se qualcuno vuole scavalcarci arriveremo a iniziative clamorose». Messaggio chiaro che trova sponda nelle parole altrettante nette del leader della Cgil Guglielmo Epifani: «C´è malessere in giro: lo si tocca con mano nei luoghi di lavoro. Le pensioni sono un tema, ma non l´unico. Al governo chiedo trasparenza perché queste cose vanno discusse con programmazione e attenzione. Non può essere deciso giorno per giorno se il "tesoretto" (il surplus di entrate fiscali, ndr) c´è o non c´è: si trasmettono messaggi sbagliati al paese». «I tavoli non sono inutili, purché si facciano» afferma anche Renata Polverini dell´Ugl.

          Richieste davanti alle quali il governo vuole dare rassicurazioni. «I tavoli si apriranno molto rapidamente» precisa il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani; «Penso che marzo sia il mese giusto per la concertazione» dichiara il ministro del Lavoro Cesare Damiano, ricordando però che il calendario lo decide Prodi. «Non vogliamo perdere tempo» commenta il sottosegretario alla presidenza Letta. Il nodo più difficile, si sa, è quello relativo alla riforma previdenziale con la soluzione da adottare riguardo allo scalone (il passaggio secco dai 57 ai 60 anni minimi per aver diritto alla pensione di anzianità introdotto dalla riforma Maroni) e alla revisione dei coefficienti di trasformazione del montante (che dovrebbero tener conto delle migliori aspettative di vita).