Welfare, mossa di Damiano: «Solo modifiche condivise»

09/10/2007
    martedì 9 ottobre 2007

      Pagina 6 – Primo Piano

        Welfare, mossa di Damiano
        «Solo modifiche condivise»

          Prodi: troveremo l’intesa. Cgil, Cisl e Uil: affluenza alta al voto

            Enrico Marro

              ROMA — Mentre lavoratori e pensionati stanno, da ieri, votando nel referendum sindacale sull’accordo del 23 luglio su pensioni e welfare, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, annuncia: venerdì in Consiglio dei ministri verrà esaminato un disegno di legge di attuazione dell’accordo nella «versione sottoscritta lo scorso 23 luglio». Aggiungendo che eventuali «miglioramenti, interpretazioni e specificazioni, il governo li farà con le parti sociali che hanno sottoscritto l’intesa». Ciò non toglie, spiegano i collaboratori dello stesso ministro, che Damiano si impegnerà per trovare soluzioni, in particolare sui contratti a termine e sui lavori usuranti, che consentano anche al ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero (Solidarietà) di approvare il provvedimento in Consiglio dei ministri. Non a caso il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ribadisce: «L’intesa si troverà».

              Quello che accadrà venerdì dipenderà comunque anche dai risultati del referendum sindacale. Una larga vittoria del sì rafforzerebbe chi vuole portare avanti il protocollo Damiano senza modifiche. Tuttavia, una buona affermazione del no tra i metalmeccanici, e in particolare nelle grandi fabbriche, sarebbe sufficiente a Rifondazione per tenere aperta la partita (Ferrero non voterebbe il protocollo in Consiglio dei ministri) almeno fino alla manifestazione delle sinistre radicali prevista per sabato 20 ottobre.

              Qualche problema hanno creato in Rifondazione le parole, ieri mattina, del capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore, che, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha detto che è «indifferente » se le modifiche arriveranno in Consiglio dei ministri o in Parlamento. Nel pomeriggio, il capogruppo di Rifondazione al Senato, Giovanni Russo Spena, ha ribadito: senza modifiche «non potremo approvare il protocollo né in Consiglio dei ministri né in Parlamento». Una messa a punto indispensabile dopo che anche il ministro Fabio Mussi di Sinistra democratica ha minacciato ieri di votare no in Consiglio dei ministri se non ci saranno le modifiche contro la precarietà.

              Sui risultati del referendum, i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil ostentano tranquillità, parlando di «positiva affluenza » al voto già nel primo giorno (si vota fino a domani). Sarebbe già stato ampiamente superato il milione di votanti, spiegavano informalmente già ieri pomeriggio. Contento del buon andamento dell’affluenza è anche Prodi: «È una buona notizia», dice, aggiungendo di sperare in un «risultato positivo». Sicuro della vittoria dei sì è il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ironizza ricordando di avere «qualche esperienza sindacale».