Welfare, l’accordo all’esame delle fabbriche

01/10/2007
    domenica 30 settembre 2007

    Pagina 2 – Economia & Lavoro

    Welfare, l’accordo all’esame delle fabbriche

      Oltre 45mila assemblee sul protocollo di luglio organizzate in tutta Italia da Cgil, Cisl e Uil

        di Giampiero Rossi / Milano

        ATTENZIONE Dal punto di vista dei numeri è già stato battuto un record: per discutere del protocollo sul welfare e per poi votarne l’eventuale definitiva approvazione, i sindacati hanno già organizzato oltre 45mila assemblee in tutta Italia. Nel 1995, per la consultazione sulla riforma delle pensioni erano state circa 40mila. Il programma è fitto e Cgil, Cisl e Uil, dopo la prima settimana di calendario, sono già a circa un terzo del percorso, con oltre 13mila assemblee già svolte con lavoratori, pensionati, immigrati e, per la prima volta, anche giovani, precari e disoccupati. Tra i tanti appuntamenti, c’è da segnalare, per esempio, quello di domani alla Fiat Mirafiori di Torino, con il segretario della Uil Luigi Angeletti, quello di martedì del leader della Cgil, Guglielmo Epifani con i lavoratori del call center Wind, mercoledì sarà la volta degli stabilimenti Fiat di Termoli (con il segretario confederale Fulvio Fammoni) e Melfi (Carla Cantone) e via via tutti gli altri incontri.

        Non è possibile, ancora, trarre alcun bilancio in prospettiva dell’esito del referendum, poiché le votazioni si terranno l’8, il 9 ed il 10 ottobre. I seggi per al votazione si chiuderanno alle ore 14 di mercoledì 10 ottobre. Da quel momento inizierà lo spoglio con la registrazione dei dati finali la cui raccolta, regione per regione, dovrà essere completata entro il giorno dopo, 11 ottobre. Sarà, infine, il 12 ottobre, la giornata in cui si conoscerà l’esito della consultazione: la Commissione elettorale nazionale per la consultazione farà la sintesi dei dati complessivi dell’intero paese e renderà noto il risultato finale.

        I vertici delle organizzazioni sindacali, però, si dichiarano già molto soddisfatti per il livello e la qualità della partecipazione che sta caratterizzando le assemblee convocate in ogni angolo del paese. I lavoratori intervengono, ascoltano, chiedono chiarimenti sul contenuto dell’intesa sottoscritta da governo e sindacati il 23 luglio scorso. «Chi ha tenuto le prime assemblee nei luoghi di lavoro – riferisce Carla cantone, segretaria confederale della Cgil – ci ha parlato di una grandissima attenzione al merito delle questioni e non al contorno politico che si è creato dopo la firma dell’accordo con il governo. Fanno molte domande per cosi dire “tecniche”, chiedono dettagli, spesso legati alla loro situazione personale o alle prospettive per i loro figli. E comunque, in generale, le assemblee non si sono finora mai trasformate in attacchi politici ai sindacati».

        Durante gli incontri i sindacalisti che difendono l’accordo illustrano tutti gli aspetti migliorativi rispetto allo scalone Maroni e alle normative pre-esistenti e questo suscita, spiega ancora Carla cantone, «manifeste preoccupazioni che non subentrino, poi, peggioramenti durante il dibattito in parlamento. Poi si registra anche un certo malessere relativo ai salari, all’occupazione e su questo ci sollecitano ad agire. Ma a questo proposito noi sottolineiamo loro che, una volta conclusa la fase di approvazione del protocollo sul welfare, si aprirà una nuova partita: in ballo ci sono ancora, per esempio, la discussione sui lavori usuranti e sui fondi per i non autosufficienti. E poi, come è avvenuto per la previdenza in agricoltura, ci sono integrazione migliorative da apportare al protocollo attuale».

        Insomma, quello che tengono a sottolineare i sindacalisti che hanno partecipato alle assemblee è il «senso di responsabilità» finora dimostrato dai lavoratori che ha creato un clima ben distante dalla litigiosità di governo e a quella dei talk show politici. «Mas attenzione – ammonisce Carla Cantone – tra la gente si respira anche la diffusione della grande sfiducia, c’è il rischio dell’antipolitica, del qualunquismo, contro il quale però intendiamo batterci portando a casa risultati importanti per i lavoratori e i pensionati».