Welfare, la Cgil cerca la pace con Prodi

31/07/2007
    martedì 31 luglio 2007

    Pagina 4 – Economia

      Welfare, la Cgil cerca la pace con Prodi

        E sui "fannulloni" sindacati contro Padoa-Schioppa: polemica stupida

        Confcommercio si chiama fuori: non firmerà il protocollo

          PAOLO GRISERI

          ROMA – I punti di dissenso con il governo rimangono ma la firma della Cgil sul protocollo del welfare non dovrebbe essere in discussione. In corso d´Italia si attende il rientro di Guglielmo Epifani, previsto per domani, e si cerca una via d´uscita al braccio di ferro con Palazzo Chigi. Per evitare, si diceva ieri, di gettare il bambino con l´acqua sporca, lasciando che i passi avanti ottenuti sui temi della previdenza, dell´assegno di disoccupazione, delle politiche per i giovani, vengano oscurati dalla polemica sul mercato del lavoro. Si farà dunque una valutazione complessiva, soppesando costi e benefici, come ieri suggeriva Walter Veltroni che, senza entrare nel merito della polemica, ha inviato «a considerare il protocollo un punto di equilibrio importante senza introdurre cambiamenti che ne minino la struttura o la sostanza».

          In Cgil l´atteggiamento tenuto dal governo nella trattativa brucia ancora. Ieri il segretario confederale Fulvio Fammoni ha puntualizzato, in un lungo comunicato, le ragioni di dissenso della sua organizzazione. Lo ha fatto in risposta alle dichiarazioni del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo cui «tutto ciò che è stato inserito nel testo era stato concordato nelle riunioni precedenti». «Nei testi consegnati con scelta unilaterale del governo come non più emendabili – ha scritto Fammoni – ci sono diversità su cui abbiamo espresso con chiarezza la nostra contrarietà». Il segretario confederale elenca i tre punti dello scontro: «Sullo staff leasing ci è sempre stata proposta l´abrogazione che invece nel testo finale scompare; sul lavoro a tempo determinato manca la certezza della trasformazione a tempo indeterminato dopo tre anni». Infine «non è mai stata prospettata durante la trattativa l´abolizione totale della contribuzione aggiuntiva sugli straordinari». Dopo le puntualizzazioni arriva però il giudizio positivo sulle altre parti del protocollo, giudizio già espresso dal direttivo della Cgil del 23 luglio: «Naturalmente – è scritto nella nota – l´accordo deve essere considerato nel suo complesso con le parti positive relative ai pensionati, ai giovani, alle donne, agli ammortizzatori sociali e all´insieme degli interventi relativi alle pensioni, che rappresentano la parte prevalente». Passaggio importante: se è «prevalente» il giudizio positivo è probabile che alla fine l´assenso della Cgil arriverà. La via d´uscita nello scontro sul mercato del lavoro potrebbe essere la riscrittura del testo sul tempo determinato. Nei giorni scorsi il ministro Damiano aveva affermato che «in sede di preparazione delle leggi alcune cose si possono migliorare». Mentre il dissenso su staff leasing e contribuzione aggiuntiva per gli straordinari riguarda due punti di portata pratica limitata.

          Se la Cgil cerca una strada verso l´accordo la Confcommercio si mette di traverso. Il presidente, Carlo Sangalli, annuncia che la sua organizzazione non firmerà il protocollo che «contiene proposte modeste e manca di coraggio». Le critiche di Sangalli sono speculari e opposte a quelle della Cgil: «Il testo – dice Confcommercio – lascia nel limbo lo staff leasing e mette un tetto ai contratti a termine». Il no di Sangalli sorprende la Cisl: «Non me lo aspettavo – dice Bonanni – e mi pare un atteggiamento di tipo politico».

          Su un punto tutti i sindacati confederali concordano: la critica alle affermazioni del ministro dell´Economia. Domenica a Cortina Padoa-Schioppa era tornato a criticare i dipendenti pubblici fannulloni. «Polemica stantia, slogan generici», dice per la Uil Paolo Pirani. Il segretario dei pubblici dipendenti della Cisl, Gianni Baratta, ricorda che «proprio qualche giorno fa Padoa-Schioppa ha firmato un contratto per gli statali tutto basato sulla produttività e sul merito». Carlo Podda, segretario della Funzione pubblica Cgil, chiede al ministro «i dati sulle consulenze in atto nel suo ministero» anziché «alimentare una polemica stupida».