Welfare italiano fuori dalla media Ue: troppe pensioni, pochi ammortizzatori

29/05/2002





Welfare italiano fuori dalla media Ue: troppe pensioni, pochi ammortizzatori

Marco Rogari

ROMA – Oltre 306,6 miliardi di euro con un’incidenza del 22,5% sul Pil contro il 22,4% del 2000. Tanto nel 2001 è costato in Italia il Welfare. Complessivamente, la lievitazione delle uscite è risultata ancora una volta significativa ma più contenuta rispetto al 2000 (4,5% contro il 4,9%) e, comunque, al di sotto della media europea. Chiaramente in crescita sono state invece le spese in denaro per prestazioni sociali sostenute dalle amministrazioni pubbliche: quasi 203mila milioni di euro con uno sbalzo del 3,8% sull’anno precedente di un punto superiore al +2,8% del 2000. E ad assorbire la fetta più cospicua di risorse è stata, come sempre, la voce pensioni e rendite (il 62,4% della spesa complessiva sostenuta dalla amministrazioni pubbliche per il Welfare). Anche se il peso complessivo della previdenza sul Pil è sceso dal 17,1% del ’99 al 16,7% del 2001. Ma il quadro tracciato dal Tesoro con la relazione generale sulla situazione economica del Paese è tutt’altro che rassicurante: nel 2001 la spesa per pensioni e rendite, «dopo l’andamento particolarmente contenuto registrato nel 2000, «è aumentata a tassi più sostenuti (+4,5%, rispetto al 2,7% del 2000)». E in crescita sul 2000 risultano anche le uscite per le voci assistenziali (+7,3%). Addirittura un’impennata, poi, si è verificata sul versante della spesa per le integrazioni salariali: +18,4%, anche se nella relazione si fa notare che l’aumento è arrivato dopo il «crollo» della spesa per la Cassa integrazione nel 2000 (-41,1%). A scendere significativamente sono le uscite per le liquidazioni per fine rapporto (-24,8%). Spesa per il Welfare al di sotto della media europea. Nella relazione del tesoro è contenuto anche un confronto a livello europeo, aggiornato al ’99, sull’andamento della spesa per il Welfare. «La spesa in rapporto al Pil – si legge nel documento – si conferma, come negli anni precedenti, inferiore alla media europea (anche se si tiene conto dei costi amministrativi; tuttavia lo scarto si va riducendo, dai 2,8 punti di Pil del ’98 ai 2 punti del ’99». Il Tesoro aggiunge che «il ridimensionamento del differenziale dipende principalmente dall’incremento della quota di spesa per prestazioni di protezione sociale sul Pil in Italia, dal 24,1% del 1998 al 24,4% del 1999». Record della spesa per pensioni. Sempre dal confronto europeo contenuto nella relazione emerge che la spesa per pensioni, «ottenuta sommando le funzioni di invalidità e superstiti», risulta nel ’99 «più elevata in Italia che in tutti gli altri Paesi (17,1%); essa supera la media di 2,8 punti di Pil e rappresenta più del 70% del totale prestazioni contro il 54% in media». Nella relazione si sottolinea poi che in relazione alla malattia, l’Italia si colloca tra i Paesi con un livello di spesa in rapporto al Pil inferiore al 6% rispetto ad una media europea del 7,1 per cento. Ma il Tesoro fa anche notare che dall’aggiornamento al 2001 dei soli dati per l’Italia emerge che il "peso" delle pensioni sul Pil è calato al 16,7% e quella per la malattia è passata al 6,2 per cento.

Mercoledí 29 Maggio 2002