Welfare, già oggi l’incontro con le parti

15/10/2007
    lunedì 15 ottobre 2007

    Pagina 3 – Politica

    Welfare, già oggi l’incontro con le parti

      Prodi: un confronto immediato. Manovra: bonus solo a chi è davvero povero

        di Bianca Di Giovanni

        Sul welfare le parti saranno convocate forse già oggi o al massimo domani. Parola del premier Romano Prodi. «L’orario non ve lo so dire – ha dichiarato ieri Prodi – Ho detto comunque di convocare le aperti il prima possibile». Una cosa è certa: il 18 si terrà la segreteria unitaria dei confederali. Quindi il «nodo» della trascrizione del «pacchetto» welfare in norme di legge dovrà essere stato chiarito prima. Dopo le critiche giunte anche dalla Cgil, lo staff del ministro Cesare Damiano getta acqua sul fuoco. «Si tratta di sottigliezze tecniche – spiegano dal quartier generale di Via Veneto – Non è facile trascrivere un protocollo così complesso». Insomma, per il ministro solo qualche svista a cui si rimedierà presto. Per Damiano la cosa importante è che non si perda la rotta tracciata per chiudere la partita entro il 31 dicembre. Ma Raffaele Bonanni torna ad alzare la voce. «Il governo ha ceduto a pressioni della sinistra, che pure era stata sconfitta nelle fabbriche», ha dichiarato il leader Cisl. Guglielmo Epifani dal canto suo mette l’accento sulle norme previdenziali «tradite» dalla trascrizione. E contemporaneamente apre il fronte della questione salariale e della politica dei redditi.

        Tutti temi che saranno sul tavolo dei parlamentari nel dibattito su decreto e Finanziaria. Oggi in senato scadono i termini per la presentazione in commissione di emendamenti al primo provvedimento, mentre quelli sulla manovra scadranno giovedì. Certamente sarà ridisegnata la platea dei beneficiari del bonus per gli incapienti (150 euro una tantum), per evitare che vengano avvantaggiati anche i componenti di famiglie ricche. «Il fisco è in grado di distinguere abbastanza facilmente – spiega il senatore Legnini – questa parte verrà sicuramente rivista». Ma allo stato ancora non è possibile sapere quante risorse verranno recuperate. A chi chiede interventi sul lavoro dipendente, Enrico Morando lancia una sfida chiara: si propongano equivalenti tagli di spesa. Su questo punto il presidente della Commissione Bilancio sfida anche l’opposizione. «Visto che ho sentito applausi scroscianti a Draghi – dichiara Morando – faccia anche l’opposizione qualche proposta di taglio di spesa». Il presidente dal canto suo sta lavorando a proposte più efficaci su tre fronti: i costi della politica, le spese per beni e servizi e infine la gestione e la manutenzione degli immobili pubblici. Le soluzioni non sono ancora del tutto trovate, ma l’impegno a trovare risorse c’è. «Inutile chiedere interventi sui salari, se non si affronta questo tema», spiega. «Riconosco che c’è una questione salariale – aggiunge Morando – e che si deve lavorare in direzione della contrattazione decentrata, ma è inutile pensare a nuove entrate per finanziare gli interventi»

        Nelle riunioni tecniche si è affrontato sia il tema della restituzione del fiscal drag (il maggior gettito pagato per via dell’inflazione), sia quello della defiscalizzazione degli aumenti contrattuali, che però appare molto complesso tecnicamente. Il primo punto potrebbe essere molto costoso (si pensa a un recupero del drenaggio perso in passato, visto che oggi l’inflazione non supera la soglia del 2% che ammette per legge a un recupero): è probabile che arriverà la proposta di copertura con l’aliquota unica sulle rendite finanziarie. Operazione difficile, se si vorrà rispettare l’impegno a non tassare i titoli già circolanti.