Welfare, Fini a sorpresa convoca le parti sociali

04/03/2004


4 Marzo 2004

I SINDACATI SI PREPARANO ALLO SCIOPERO GENERALE

Welfare, Fini a sorpresa convoca le parti sociali
Il vicepremier: manteniamo le promesse
aspetto proposte per il rilancio economico

ROMA

GIANFRANCO Fini convoca – a sorpresa – i sindacati per domani, per discutere di sviluppo e di come rilanciare l’economia. Una mossa che nta a prendere in contropiede Cgil-Cisl-Uil, che mercoledì 10 lanceranno nel corso della loro assemblea nazionale dei delegati una vera e propria piattaforma unitaria sul tema. Angeletti, Pezzotta ed Epifani, così, comunicano ufficialmente a Palazzo Chigi la loro richiesta di spostare l’incontro a dopo il 10.
«Venerdì, dopo il Consiglio dei ministri – ha detto Fini a Verona – il governo si incontrerà con le parti sociali per discutere di sviluppo, competitività e rilancio dell’economia». «Avevamo detto – ha proseguito – che dopo la riforma del mercato del lavoro e delle pensioni avremmo discusso di welfare e sviluppo, e così manteniamo fede alle promesse. Anche perché dopo tante polemiche mi sembra che di proposte concrete non ne siano state fatte molte. Quindi il governo vuole avere in dialogo costruttivo con le parti sociali: sindacati Confindustria, Confcommercio, e con tutte le rappresentanze della società che dicano di cosa bisogna fare per rilanciare l’economia». Da parte sua, il governo intende «attivare una grande stagione di sviluppo attraverso il confronto con le parti sociali», che non è la «cosiddetta concertazione» per cui «non abbiamo alcuna nostalgia»; ma «dialogare è un dovere».
Avviare un supertavolo sullo sviluppo, nel bel mezzo di un braccio di ferro con le confederazioni sulle pensioni, e alla vigilia di una assemblea nazionale che presumibilmente si concluderà con la proclamazione di uno sciopero generale entro la fine di marzo è un’operazione evidentemente complicata. Trasparente, dunque, il tentativo del vicepremier (nella nuova veste di coordinatore del dipartimento economico di palazzo Chigi, ed evidentemente d’intesa con Berlusconi) di fare il possibile per «agganciare» al tavolo negoziale le parti sociali. Con l’obiettivo di concordare ricette per far ripartire la stagnante economia italiana, ma anche – più a breve termine – di ridurre al minimo la conflittualità sociale in questi difficili mesi.
Ieri i leader di Cgil-Cisl-Uil – che partecipavano alla conferenza di organizzazione del sindacato guidato da Luigi Angeletti – sono rimasti decisamente sorpresi dall’annuncio di Fini. Una convocazione che a loro avviso non è ricevibile, tenendo conto che domani pomeriggio si chiuderà proprio l’assise della Uil, con l’intervento del segretario generale, e che il 10 ci sarà l’annunciata assemblea nazionale dei delegati che varerà una piattaforma unitaria sui temi dello sviluppo. «Perché prima è un gioco che non ci piace. Dopo il 10 ogni giorno è buono», è la sintesi di Savino Pezzotta. Di qui, la richiesta contenuta in una lettera firmata dai tre leader di rinviare l’incontro a dopo il 10 marzo.
E dal palco della conferenza organizzativa della Uil Epifani, Pezzotta e Angeletti hanno sparato a zero sul governo. Dopo tre anni di cura Berlusconi «il paese è più povero, più insicuro, più diviso», ha affermato il numero uno Cgil Guglielmo Epifani, che ha sottolineato che in questo momento le tre organizzazioni sindacali «hanno il compito di preparare una piattaforma unitaria» trovando «un punto di compromesso sulle passate divisioni».
Per il segretario cislino Savino Pezzotta, «quando siamo in grado di fare delle proposte abbiamo la forza per vincere», ed è necessario che Cgil, Cisl e Uil superino le divergenze che su alcuni temi le hanno divise («che però non sono un limite, ma una ricchezza»).

Infine, il leader Uil Luigi Angeletti: per il rilancio dell’economia italiana serve «un piano straordinario, una specie di shock, per evitare sul serio che possa rapidamente peggiorare».

(r.gi)