Welfare: Epifani dice no alla manifestazione di Firenze

21/09/2007
    venerdì 21 settembre 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Welfare, Epifani dice no
    alla manifestazione di Firenze

      Il segretario della Cgil richiama la sinistra: «Rispettate le regole dell’organizzazione». Al via le assemblee nelle fabbriche

        Milano
        I sindacati sono in piena attività per completare il calendario delle assemblee sul protocollo del welfare in vista del referendum tra i lavoratori. Finora ne sono state programmate più di 2.000 e sono già iniziate questa settimana.

        Ma parallelamente all’avviamento della gigantesca macchina organizzativa cresce anche il confronto-scontro tra le diverse anime sindacali, in particolare tra lo schieramento più radicale della Cgil che si è espresso per il no all’accordo di luglio e la maggioranza che invece ha scelto di approvare l’intesa. L’ultima scintilla è stata l’adesione di “Lavoro Società-Cambiare Rotta” alla manifestazione indetta a Firenze il 29 settembre contro l’accordo sul welfare. Una decisione che ha indotto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, a scrivere al leader dell’area di sinistra confederale del sindacato, Nicola Nicolosi: «Come ti ho detto più volte a voce scrive Epifani – la manifestazione prevista a Firenze per il 29 settembre, per i contenuti, i toni, il linguaggio, non corrisponde alle regole fondamentali dell’organizzazione, e in ogni caso si mette contro il patto unitario e il suo grande valore. È evidente, infatti, la responsabilità tua e dei gruppi dirigenti coinvolti in questa scelta». Il punto in questione è che, finora, dallo stesso schieramento interno alla Cgil che ha dichiarato il suo dissenso sul protocollo era arrivato l’impegno – come ha fatto espressamente il leader della Fiom, Gianni Rinaldini – a non fare campagna per il no al referendum. Ma di ora in ora la tensione per il confronto sembra crescere, a livello nazionale e territoriale. Lo dimostra, per esempio, la lettera di risposta a Epifani scritta ieri da due segretari della camera del lavoro di Milano, Nerina Benuzzi e Antonio Lareno. «Ci dispiacerebbe che fosse solo il dissenso di merito a rappresentare il cuore della tua critica – si legge – è in corso una consultazione ed è bene che tutte le opinioni possa no esprimersi».

        Effetto a catena: passano poche ore e interviene anche il segretario generale della Cgil, Onorio Rosati, che sottolinea che i due dirigenti non parlano a nome dell’intera Camera del lavoro. Per la Cgil, insomma, sono iniziate settimane intense.