Welfare, è polemica sui tagli

05/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Impresa)
Numero
054, pag. 12 del 5/3/2003
di Livia Pandolfi


No dei pensionati artigiani al Libro bianco e alla politica del ministro Maroni.

Welfare, è polemica sui tagli

La spesa sociale potrebbe diminuire sino al 60%

Pensioni, Libro bianco sul welfare e tagli al Fondo per le politiche sociali sono al centro delle preoccupazioni dei pensionati artigiani della Fnap Cna. Al punto che la presidenza dell’associazione, che conta oltre 200 mila iscritti, ha stilato un documento in cui si denuncia un profondo dissenso rispetto alle recenti scelte del governo in tema di welfare.

La contestazione più forte riguarda la decisione del ministro del lavoro, Roberto Maroni, di ridurre del 54,53% il Fondo per le politiche sociali. ´Una decisione che, sommata all’andamento dell’inflazione e ai tagli della Finanziaria 2003, determinerà un calo del 60% delle risorse destinate al welfare da regioni ed enti locali’, ha spiegato il presidente nazionale della Fnap, Carlo de Matthaeis’. Dure critiche, inoltre, sono rivolte al Libro bianco sul welfare. ´Il documento’, ha continuato de Matthaeis, ´esprime diversi concetti generali, senza indicare mai quante risorse sono disponibili e quali azioni saranno intraprese per attuare i piani del governo. Alcune parti del Libro bianco, inoltre, appaiono non condivisibili, come nel caso del ridimensionamento della legge 328/00 in tema di assistenza e solidarietà alle fasce sociali deboli’.

La Fnap Cna, insomma, teme di trovarsi di fronte a un’ennesima esercitazione dialettica (alla quale non seguiranno atti legislativi in grado di migliorare l’assistenza complessiva in Italia) o, peggio, a un tentativo di far arretrare gli attuali livelli di assistenza. ´La proposta di ridurre le risorse del Fondo’, ha incalzato de Matthaeis, ´rappresenta un atto politico tendente a disarmare gli enti locali, frantumando lo stato solidale e il principio della sussidiarietà, a cui la Fnap Cna ha sempre attribuito fondamentale importanza’.

Un’altra preoccupazione dell’associazione artigiana dei pensionati riguarda poi il recupero degli importi percepiti indebitamente per prestazioni erogate dall’Inps. In sostanza, l’istituto nazionale di previdenza, dopo aver effettuato un controllo incrociato sui redditi personali e familiari dei pensionati, ha chiesto indietro quelle somme che alcuni hanno indebitamente percepito (si pensi alle maggiorazioni pensionistiche dovute al carico familiare).

Un fronte sul quale sono state avanzate diverse ipotesi di condoni, che però non trovano d’accordo i pensionati artigiani. ´I condoni generalizzati e tombali che premiano i furbi e disorientano gli onesti’, ha spiegato de Matthaeis, ´appaiono del tutto censurabili, anche se si comprende la necessità di recuperare risorse necessarie al sistema previdenziale’.

La soluzione migliore, secondo la Fnap Cna, resta allora quella di seguire i principi già fissati dalle leggi 662/96 e dalla 448/01 (le Finanziarie 1997 e 2002). In sostanza stabilire che il recupero va effettuato nella misura del 75% dell’indebito complessivamente riscosso, da non estendere agli eredi, solo nei confronti di coloro che per l’anno 2002 hanno goduto di un reddito pari o superiore a 12 mila euro. ´In ogni caso’, ha concluso il presidente della Fnap Cna, ´è consigliabile prevedere una possibilità di rateazione dell’indebito fino a 24 mesi, e comunque in misura tale da non superare il 20% della pensione stessa, mentre nessuna misura agevolativa va offerta in caso di dolo’.