Welfare e diritti, proposta unitaria dall’Ulivo

08/10/2002

          8 ottobre 2002

          Presentati in un seminario a Roma i contenuti di una legge che prevede anche la riforma organica degli ammortizzatori sociali
          Welfare e diritti, proposta unitaria dall’Ulivo

          Bruno Ugolini

          ROMA Eppur si muove, verrebbe voglia
          di dire. Parliamo dell’Ulivo, scosso in
          questi giorni dai venti di guerra, ma che
          sui temi del lavoro ritrova una sua unità.
          È questo il senso di un seminario
          svoltosi a Roma per presentare una legge
          che parla ai lavoratori tradizionali,
          ma anche a quelli rimasti senza occupazione,
          al mondo frastagliato degli atipici,
          i Co.Co.Co. È una riforma organica
          degli ammortizzatori sociali, una proposta
          seria non l’interventino promesso
          dal governo. Ha una caratteristica politica
          desueta: è firmata da esponenti dei
          vari pezzi dell’Ulivo: dai Diesse alla Margherita,
          passando dai Verdi, ai comunisti
          italiani, allo Sdi.
          Lo scopo è quello, spiega Livia Turco,
          non solo di predisporre reddito ai
          bisognosi, bensì di offrire possibilità
          concrete affinché le persone possano dare
          il meglio di sé. Non semplice assistenza,
          ma un passaporto per il lavoro, e
          non per un lavoro qualsiasi, ma per un
          lavoro di qualità. Qualità anche nei diritti,
          da riconoscere ovunque ci si trovi,
          nei posti fissi come nei posti temporanei.
          E Cesare Damiano, responsabile lavoro
          dei Ds, nelle conclusioni, sottolinea
          l’importanza di quanto si va facendo.
          L’elaborazione sugli ammortizzatori
          è figlia della proposta di legge più generale
          sui diritti dei lavori, non un contro-statuto
          bensì un arricchimento dello Statuto.
          Anche questa voluta da tutto l’Ulivo.
          Sono i mattoni solidi di una possibile
          casa programmatica, un modo per
          tentare di resistere alle intemperie.
          Sono allo studio altri due progetti,
          uno sul reddito minimo d’inserimento
          e l’altro sui diritti connessi alla sicurezza
          e alla salute. Trattasi di testi, come la
          legge sui diritti, che hanno trovato il
          sostegno delle tre Confederazioni sindacali
          e che ci sembrano incompatibili con
          i propositi dell’attuale governo. Un argomento
          di più – ci sembra – a favore dello
          sciopero generale indetto dalla Cgil.
          Il disegno di legge, presentato al Senato
          e a giorni alla Camera, avrà un
          costo, a regime, pari a circa 4,5 miliardi
          di euro. Esso prevede, tra l’altro, un nuovo
          contratto formativo che sostituisce
          sia il contratto di formazione lavoro sia
          l’apprendistato; il contratto d’inserimento
          lavorativo destinato alle cosiddette fasce
          deboli del lavoro; l’estensione a tutti
          del trattamento di disoccupazione elevato
          a livelli europei; la generalizzazione
          del trattamento di disoccupazione, con
          requisiti ridotti, per tutti quei lavoratori,
          anche economicamente dipendenti,
          che per la breve durata dell’occupazione
          non raggiungono i requisiti per il normale
          trattamento di disoccupazione;
          l’estensione della cassa integrazione anche
          alle piccole imprese e ai settori finora
          scoperti; un’integrazione contributiva
          a fini pensionistici ai lavoratori economicamente
          dipendenti, oltre al trattamento
          di disoccupazione a requisiti ridotti;
          un’integrazione fino al limite di
          9.300 euro al fine di incentivare la ricerca
          attiva di lavoro a favore dei lavoratori
          percettori di redditi bassi; una sorta di
          prestito di 15 mila euro, di cui una parte
          da non restituire e una da restituire con
          tempi e modalità differenziati, a seconda
          delle condizioni di reddito, ai giovani
          che compiono 18 anni; un "conto di
          sicurezza individuale" per i soggetti che
          svolgono attività temporanee, diretto a
          soddisfare rilevanti esigenze di vita come
          pagamento di mutui case o di tasse
          scolastiche.