W.W. Europa, Accordo mobilità 08/11/2002

DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO
DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO DIVISIONE VIII

VERBALE DI ACCORDO

Il giorno 8 novembre 2002, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla presenza della dott.ssa Maria Giovanna Fragiacomo e della dr.ssa Monica Guglielmi si sono incontrate, formalmente convocate, le parti sociali interessate alla situazione occupazionale della W.W. EUROPA INC. che ha attivato la procedura di licenziamenti collettivi per riduzione di personale, ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge n.223 del 1991.

Sono presenti:

-per l’Azienda: la Sig.ra Talia Piolanti con l’assistenza del dr. Maurizio Soldi;

-per le OO.SS.:

FILCAMS CGIL il sig. Piero Marconi;

FISASCAT CISL il sig Salvatore Falcone.

PREMESSO

-Che con lettera datata 05/08/02, inviata alle OO.SS. competenti territorialmente, alle RSA ed agli enti competenti, in base alla normativa vigente, l’azienda comunicava l’intenzione di aprire una procedura di licenziamento collettivo per n° 27 dipendenti, illustrando le motivazioni che stanno alla base di tale decisione;
-Che le OO.SS. di Bologna e Milano, con lettere rispettivamente datate 09/08/02 e 08/08/02 chiedevano l’esame congiunto ai sensi del comma 5, art. 4 Legge 223/91;
-Che in occasione degli incontri tenutisi in data 23/08/02, 03/09/02, 16/09/02 e 03/10/02 si è svolto l’esame congiunto nel corso del quale l’azienda ha
approfonditamente illustrato la situazione economica ed organizzativa aziendale e risposto alle richieste di approfondimento avanzate da parte sindacale. In particolare sono state attentamente vagliate le cause che hanno determinato l’eccedenza di personale denunciata, la possibilità di utilizzare il personale in esubero, anche con differenti mansioni, nell’ambito della stessa azienda nonché la possibilità di modifiche organizzative temporanee tese a ridurre l’impatto occupazionale;
-Che in data 3 ottobre 2002, verificata la impossibilità di trovare un accordo, le parti hanno dichiarato conclusa la prima fase di confronto di cui al 6° comma dell’art. 4 della Legge 223/91 e l’azienda ha inoltrato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la richiesta di convocare un incontro ai sensi dei commi 7 e 15 dell’art. 4 della Legge 223/91.
-Che successivamente le parti hanno effettuato ulteriori incontri con il comune intento di ricercare soluzioni per ridurre al minimo l’impatto sociale ed i problemi individuali del personale che sarà oggetto del provvedimento di licenziamento collettivo oltre che per definire un piano condiviso di azioni tese al rilancio dell’azienda e dell’occupazione;
-Dopo un attento esame delle situazioni di esubero, di cui le OO.SS. prendono atto, si prospetta una diminuzione del numero dei lavoratori coinvolti dalla procedura, rispetto a quanto dichiarato in apertura della stessa, dovuta tra l’altro a :
-Dimissioni volontarie intervenute
-Parziale reimpiego del personale.

TUTTO CIO’ PREMESSO SI CONVIENE QUANTO SEGUE:

1.L’azienda potrà procedere, a norma della Legge 223/91, al licenziamento collettivo per un numero massimo di 14 (quattordici) unità entro e non oltre il termine di centoventi giorni dalla sottoscrizione del corrispondente accordo avanti il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sulle seguenti provincie : Cagliari 2 – Catania 4 – Grosseto 1 – Lecce 1 – Milano 2 – Palermo 1 – Trento 1 – Torino 1 – Terni 1.
2.Le parti concordano di anteporre ai criteri di scelta dei lavoratori da coinvolgere nella procedura di licenziamento collettivo, previsti dalla vigente legislazione in materia, quello del consenso del singolo alla messa in mobilità. I criteri di legge verranno quindi applicati solamente per identificare il personale in esubero, eccedente, per singola provincia, il numero di lavoratori volontari e fino al massimo previsto dal precedente punto 1 del presente accordo.
3.L’azienda riconoscerà a tutti i dipendenti che saranno coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo, ad eccezione di quelli che posseggono i requisiti per beneficiare della pensione di vecchiaia, a seguito di sottoscrizione di accordo individuale in sede sindacale ai sensi degli artt. 410 e segg. c.p.c., un importo a titolo di incentivazione all’esodo corrispondente a sei mensilità di retribuzione oltre all’equivalente di una ulteriore mensilità per ciascun periodo di cinque anni
compiuti di anzianità aziendale alla data di effettiva risoluzione del rapporto di lavoro.
4.L’azienda riconoscerà ai dipendenti che saranno coinvolti nel processo di mobilità e che posseggano i requisiti per beneficiare della pensione di vecchiaia, a seguito di sottoscrizione di accordo individuale in sede sindacale ai sensi degli artt. 410 e segg. c.p.c, un importo a titolo di bonus pari a due mensilita’ di retribuzione.
5.Ai fini dei precedenti punti 3 e 4, l’importo corrispondente ad una mensilità di retribuzione verrà calcolato dividendo per 12 l’importo della retribuzione lorda corrisposta al dipendente, comprensiva delle mensilità aggiuntive, nei dodici mesi precedenti il mese in cui cessa, a tutti gli effetti, il rapporto di lavoro; ove la durata del rapporto di lavoro sia inferiore ai dodici mesi l’importo verrà determinato calcolando la retribuzione media corrisposta nei mesi di effettiva durata del rapporto di lavoro con esclusione del mese in cui cessa il rapporto.

Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi connessi all’applicazione del C.I.A. del 20 ottobre 1999 si rimanda a quanto concordato con il verbale del 7.11.2002.

Tutto ciò premesso, il Ministero dichiara conclusa la procedura per riduzione di personale avviata dalla società ai sensi degli artt. 4 e 24 della L.223/91.

Letto, confermato e sottoscritto.

Seguono firme