Wef: «Turismo, prezzi fuori mercato»

02/03/2007
    venerdì 2 marzo 2007

    Pagina 15 – Economia e Imprese

    Industria della ricettività – Italia al 33° posto nella classifica internazionale sulla competitività – Pochi investimenti esteri

      «Turismo, prezzi fuori mercato»

        Per il World Economic Forum costi non concorrenziali con gli altri Paesi

        Vincenzo Chierchia

        MILANO
        Per il World economic forum, che organizza ogni anno il summit mondiale sull’economia a Davos, il giudizio sul sistema turistico italiano non va al di là del «mediocre». Nella classifica mondiale della competitività in campo turistico, resa nota ieri, il nostro Paese si piazza infatti al 33esimo posto su 124 (superato anche da Israele, Estonia, Norvegia e Emirati arabi), affossato da una bassissima competitività dei prezzi, da un mercato del lavoro contraddistinto da scarsa flessibilità, da manodopera poco qualificata e da un ruolo limitato concesso al settore nell’ambito delle politiche pubbliche. Pesantemente negativo, poi, il giudizio sul livello di tassazione e sul grado di apertura agli investimenti esteri.

        La palma d’oro – rileva l’indagine – spetta alla Svizzera, seguita dall’Austria e dalla Germania. La Francia, leader mondiale degli arrivi con circa 80 milioni di turisti esteri l’anno, si piazza al 12esimo posto e la Spagna, seconda al mondo per arrivi (60 milioni circa) dopo la Francia, spunta la 15esima posizione. Ultimo nella graduatoria mondiale e in 124esima posizione il Chad, ricco di fascino subsahariano ma povero, carente di infrastrutture e devastato da anni di guerra civile.

        Per quanto riguarda l’Italia, l’indagine ha messo in evidenza che il potenziale del nostro Paese è elevato soprattutto in rapporto al ruolo giocato in campo storico-culturale e alla leadership nell’ambito dei siti Unesco (41) patrimonio dell’umanità.

        Negli altri ambiti relativi al settore turistico il giudizio sull’Italia è modesto. «La competitività del Paese – si legge nel Rapporto del Wef – è limitata da diversi punti di debolezza tra i quali spicca il fatto che l’Italia non incoraggia a sufficienza gli investimenti dall4estero». Il World economic forum giudica restrittiva per gli stranieri la normativa italiana e sotto questo profilop l’Italia si attesta al 70esimo posto nella graduatoria, guidata da Singapore.

        Nonostante gli sforzi degli ultimi anni e il cambio di rotta nella governance del settore, il giudizio del Wef sulla gestione delle politiche in campo turistico da parte del Governo di Roma è impietoso: l’Italia si attesta al 60esimo posto nel momdo per quanto riguarda il ruolo prioritario dato al turismo nell’ambito delle politiche pubbliche. Sotto questo profilo l’indagine ha apprezzato gli indirizzi del Governo di Madrid, che punta molto sul turismo, e la Spagna si è così piazzata al terzo posto nella classifica mondiale.

        Ma per il nostro Paese la debacle è costituita dai prezzi nel settore turistico: la posizione nella graduatoria mondiale è la numero 116 su 112, superata perfino dal Giappone (107) un Paese dai costi tradizionalmente elevati. La Spagna è alla posizione numero 105, la Turchia è all’86esimo posto, la Croazia al 96esimo, la Tunisia al 23esimo e l’Egitto addirittura al quinto posto a conferma che nel Mediterraneo la sfida sui listini è molto accesa.

        Un altro elemento di debolezza del sistema italiano è costituito – rileva l’indagine Wef- dalla disponibilità di manodopera qualificata: l’Italia si posiziona al 98esimo posto nel mondo. E la 114esima posizione viene attribuita al nostro Paese per quanto riguarda la flessibilità del mercato del lavoro in campo turistico.

        Decisamente negativo (106esimo posto nel mondo) anche i giudizi del Wef sulle politiche pubbliche orientate al turismo sostenibile e sui livelli di tassazione (120esimo posto) applicati al settore.

        L’Italia riesce a spuntare posizioni tra i top ten (quinto posto) solo nel campo dell’igiene (la Grecia è al terzo posto) e delle infrastrutture turistiche in senso stretto: ottavo posto dietro Austria (leader), Spagna (secondo posto), Usa (terzo) e Cipro (quinto).