Cari amici della FILCAMS,
allego qui di seguito un articolo apparso su Repubblica del 21 maggio 2004 in cui la FIM – Cisl della Lombardia denuncia abusi perpetrati da parecchie aziende che violano pesantemente la privacy dei lavoratori, controllandone le telefonate e le mail e spiandoli con le telecamere. Il tutto si risolve poi con il licenziamento dei malcapitati che commettono qualche infrazione, anche lieve .
Alcune di queste aziende hanno obbligato i propri dipendenti a firmare un regolamento che prevede clausole sanzionatorie nei confronti di chi lo disattende.
Anche Autogrill qualche mese fa ha distribuito e fatto sottoscrivere ai dipendenti un manuale di comportamento che prevede, tra l’altro, la possibilità per l’azienda di accedere ai dati personali che il lavoratore abbia eventualmente attivato dal proprio pc. E il tutto senza l’accordo con il sindacato, come invece prevede la legge sulla privacy.
Concludo con una domanda : il nostro sindacato non ha proprio nulla da eccepire al riguardo ?
Cordiali saluti a tutti.
Un dipendente ‘leggermente contrariato’. (lettera firmata)
-------------------------------------------------
La Repubblica, 21 maggio 2004
Attento, il Grande Fratello prima ti spia poi ti licenzia
Nelle aziende i lavoratori vengono spiati attraverso telefoni e mail
La denuncia dei sindacati “È un abuso in crescita”
Denuncia della Fim-Cisl: molte aziende metalmeccaniche controllano le mail e le telefonate dei dipendenti. Le telecamere violano la privacy dei lavoratori. Che scoprono tutto solo quando il “capo” gli da’ il benservito
All’Agusta il caso dei computer
All’Agusta di Varese, il gruppo che costruisce elicotteri e che occupa 1800 dipendenti sono stati dati tre giorni di sospensione (l’anticamera del licenziamento) a un lavoratore sul cui computer sono stati trovati files non pertinenti all’attività lavorativa. I controlli sui computer avvengono all’insaputa dei lavoratori e senza che ci sia stato un accordo con le rappresentanze sindacali.
Kone ascensori
Controlli a tappeto alla Kone Ascensori spa, circa mille dipendenti, un lavoratore e stato licenziato perché dopo essersi lamentato con l’azienda per la scarsa sicurezza dei dati conservati in memoria sul suo pc ha ricevuto un controllo sul suo computer. Che ha verificato, invece, che sulla macchina erano installati programmi non autorizzati dalla direzione. Da qui la contestazione, quindi il licenziamento.
Fitre, verifiche sulla memoria del pc
ALLA Fitre spa, un’azienda che produce componentistica per la sicurezza e la telefonia la società ha obbligato i dipendenti a sottoscrivere un regolamento che prevede l’attivazione di un sistema automatico che conserverà in memoria i percorsi di navigazione da tutti i pc della rete aziendale. Il tutto senza l’accordo con il sindacato come prevede la legge sulla privacy.
Metecno, è vietato andare su Internet
ALLA Metecno, che produce pannelli coibentati, l’azienda ha emanato una procedura che vieta l’utilizzo di qualsiasi sistema informativo se non autorizzato dalla direzione, minacciando in caso contrario il licenziamento. Inoltre l’azienda ha obbligato i lavoratori a sottoscrivere queste regole senza che sia stato raggiunto alcun accordo con il sindacato.
IN LOMBARDIA basta uno scambio di mail e una telefonata a casa per essere licenziati. È’quanto è successo a quattro lavoratrici della Contempora Worwerk, un’azienda che si occupa di vendita e assistenza, che sono state mandate a casa dal datore di lavoro solo perché si sono scambiate via mail dei pettegolezzi sul loro capo reparto. O a una responsabile del reparto contabile di un’azienda di import export, che è stata costretta a dimettersi solo per aver fatto qualche telefonata a casa. Ma i casi sono molti di più e coinvolgono soprattutto il settore metalmeccanico e il commercio. II tutto in violazione della legge sulla privacy, che prevede che l’installazione di telecamere, il controllo sui personal computer o sulle telefonate dei dipendenti possa avvenire solo dopo un accordo con le rappresentanze sindacali. Secondo la Fim-Cisl lombarda solo il cinque per cento delle aziende del settore in regione rispetta la privacy. «Spiano a distanza i dipendenti senza preavviso, ne controllano le conversazioni telefoniche e poi usano il contenuto di queste per licenziare i lavoratori». Che spesso scoprono tutto solo quando il datore di lavoro gli dà il benservito. Sta accadendo così anche al gruppo Agusta, che ha inserito il pc tra gli strumenti di lavoro che si possono controllare. Ma nell’elenco figurano anche la Aermacchi, che si giustifica con il fatto che produce aerei militari, la Nardi elettrodomestici, e la Marcegaglia divisione Brollo. «Non è gente che abusa del telefono o guarda i siti pomografici - sottolinea il segretario regionale della Fim-Cisl Nicola Alberta - solo lavoratori che si scambiano mail o telefonano qualche volta a casa». Sempre più spesso i dipendenti sono obbligati a sottoscrivere procedure in contrasto con la legge. Per l’avvocato Filippo Raffa tutto ciò accade perché «spesso la giurisprudenza non riconosce il dolo nel controllo delle mali». Ma Maria Teresa Annecca dell’autorità del Garante assicura: «Entro l’anno sarà approvatoun codice deontologico che farà chiarezza».