Voucher, Gabrielli: la reintroduzione è grave errore e attacco alla democrazia

26/05/2017
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“Reintrodurre i voucher sarebbe un grave errore e un attacco ai percorsi democratici” commenta così Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil la possibilità che un emendamento inserisca nuovamente nella manovra sui conti pubblici, regole sul lavoro occasionale troppo simili al passato.

Con un referendum popolare la Cgil aveva raccolto più di 1 milione di firme per un referendum sull’abrogazione dei voucher e il governo, per evitare la consultazione che era stata fissata per il 28 maggio, ne ha deciso l’abrogazione.

“L’esigenza di normare il lavoro occasionale non può, nuovamente, colpire i lavoratori e svalorizzare il lavoro” prosegue Maria Grazia Gabrielli. “La pressione che arriva da una parte della politica e anche dalle associazioni degli imprenditori non può minare il percorso democratico che è’ stato seguito e portare ad un’introduzione repentina e superficiale di nuovi formule che ricalcano i buoni lavoro. Tra l’altro una scelta – che se portata avanti – sconta anche l’assenza di un confronto con il sindacato che ha già avanzato proposte. Infatti, la Cgil ha già’ depositato una proposta di legge popolare, la Nuova Carta dei Diritti Universali del lavoro, che al suo interno contiene proposte anche sul lavoro accessorio.

Si parla di vuoto normativo creato dall’assenza del voucher e di come questo mini la funzionalità’ e l’attività’ delle imprese in procinto anche della stagione turistica. Un allarme che porta a dire che si tornerà’ al lavoro nero che peggiorerà la condizione dei lavoratori.

La Filcams, particolarmente colpita dall’utilizzo dei voucher nei propri settori, ritiene che bisognerebbe interrogarsi sul fatto che reintrodurre strumenti che pagano meno il lavoro rispetto alle retribuzioni dei Contratti Nazionali – estendendo il confine dell’occasionalità e di ciò’ che si considera accessorio nelle aziende, aldilà’ della dimensione dell’azienda stessa –  non risolve il tema del lavoro nero, si dequalifica il lavoro e la condizione delle persone che hanno bisogno di lavorare; si  destruttura soprattutto il lavoro regolare e gli strumenti di flessibilità e per la stagionalità’ previsti anche dai contratti nazionali di lavoro. Per questo riteniamo la scelta in discussione sbagliata e continueremo a contrastarla.