Vorrei un’aspirina, danke

24/04/2001

Martedì 26 Aprile 2001- Anno XXXIX – N.17

ATTUALITÀ
PRIVATIZZAZIONI – IL BUSINESS SANITÀ


Vorrei un’aspirina, danke
Dopo quelle di Bologna e Cremona, una multinazionale tedesca conquista le farmacie comunali di Milano. E la Federfarma insorge: «Fuori legge».


di 
 
FRANCESCA FOLDA
20/4/2001
pino montisci
Un grande affare per le casse comunali, assicurano a Palazzo Marino. Una «colonizzazione», se non una «svendita», del patrimonio cittadino, sostiene l’associazione dei titolari di farmacie: due fronti opposti giudicano la cessione alla Gehe dell’80 per cento dell’Azienda farmacie milanesi. La multinazionale tedesca, leader europea nel settore della distribuzione farmaceutica, ha avviato già due anni fa la «campagna d’Italia», conquistando quote delle neoprivatizzate farmacie di Bologna (140 miliardi) e Cremona (50 miliardi). Ora, con 251 miliardi, la Gehe si è aggiudicata anche i diritti su 86 farmacie comunali milanesi. Manca solo il via libera dell’Antitrust, anche se la Federfarma minaccia azioni legali.

A quel punto, la multinazionale tedesca gestirà 137 delle circa 1.600 farmacie comunali del Paese. Può sembrare poco, addirittura nulla rispetto alle 16 mila farmacie private. Ma la legge italiana è chiara: le farmacie non sono negozi come gli altri perciò i titolari, se non sono pubblici, non possono averne più d’una. Spiega Giorgio Siri, presidente della Federfarma: «La creazione di catene commerciali, vietata in tutta Europa tranne che in Gran Bretagna, comporta un depauperamento del servizio pubblico a favore dell’attività commerciale. Questi sono provvedimenti illegittimi».

Replica Sante Fermi, amministratore delegato della Gehe Italia ed ex city manager di Bologna (proprio ai tempi della privatizzazione delle farmacie)
: «Non comprendiamo queste crociate. I comuni hanno un grande ritorno economico, i cittadini un miglioramento del servizio. E in una logica di competizione anche i privati migliorano». Ai titolari di farmacia che temono lo squilibro del mercato, Fermi risponde: «Dovrebbero essere felici di avere accanto un operatore importante che difende il settore».

Il dibattito è destinato ad ampliarsi. Sono già state avviate le gare per la gestione di circa 50 farmacie comunali di Prato, Lucca, Cesena e Firenze. Presto dovrebbero essere privatizzate quelle romane e torinesi. Oltre alla Gehe sono pronte a scendere in campo l’inglese Alliance Unichem (che ha già conquistato Rimini) e la tedesca Phoenix. Proveranno a dare battaglia anche cordate di farmacisti privati, ma finora hanno avuto successo solo a Grosseto.



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