Terremoto: Volontari Filcams in campo con aiuti concreti

26/08/2016

Più di 260 vittime sono il terribile bilancio, purtroppo ancora non definitivo, dello spaventoso terremoto che ha colpito pesantemente il Lazio e le Marche oltre ad alcune zone di Umbria e Abruzzo. Interi borghi distrutti, come Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto.

A questa scia di morte e distruzione si è prontamente cominciato a reagire con la solidarietà che si sta traducendo in azioni concrete a supporto delle popolazioni colpite. I volontari Filcams e la CGIL, come sempre accaduto in questi casi, sono sul campo con iniziative a 360 gradi.

“Per il momento – dice Enrico Turchi, segretario generale della Filcams Cgil di Rieti – la prefettura dice di non muoversi troppo, nel senso che ad Amatrice e Accumuli si darebbe intralcio all’intervento di vigili del fuoco e protezione civile.  La nostra disponibilità l’abbiamo comunque già data ed attendiamo solo che ci dicano dove e quando servono volontari. Tra le tante lavoratrici che seguiamo, quelle dell’impresa di pulizie del centro di formazione alberghiero di Amatrice hanno già dato piena disponibilità per mettersi al lavoro, dove sarà richiesta la loro presenza”.

Tanto ad Amatrice quanto ad Accumuli per il momento non servono generi alimentari (che rischiano di deperire), ma fondi. Lo ha detto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sottolineando come in paese non esista più una sola attività commerciale, e come sia necessario pensare da subito alla ricostruzione.

“Nel Lazio, con la centralità di Roma – dice ancora Enrico Turchi –  questa disgrazia ci ricorda la necessità di non lasciare sole le zone appenniniche, non lesinando sugli investimenti destinati a tutela e sviluppo di un intero territorio. Questi sono paesi che rischiamo di veder morire a prescindere dal terremoto”.

Anche nella provincia di Ascoli la situazione rimane grave.

“Con la protezione civile e la prefettura – spiega il segretario generale Filcams Cgil di Ascoli Piceno, Alessandro Pompei – abbiamo concordato un piano di collaborazione logistica. Abbiamo messo a disposizione le nostre sedi per la raccolta di materiali urgenti (coperte, vestiti, generi non deperibili) garantendo con la nostra presenza l’accesso dei punti di raccolta. Stiamo anche coinvolgendo i lavoratori nostri iscritti che sono volontari di protezione civile per aiutarli ad ottenere dalle aziende i permessi necessari a partecipare alle operazioni di soccorso. Siamo vicini anche a lavoratrici e lavoratori che hanno perso il lavoro, come nel caso delle addette alle pulizie dell’ospedale di Amandola, evacuato, per provare ad ottenere una qualche forma di ammortizzatore”.

Questo dramma si caratterizza sempre più come collettivo, profondamente sentito e vissuto da tutti, una sciagura del paese e non di una parte di essa, cui serve anche in termini di prospettive di ricostruzione una visione nazionale.

“Ora viviamo il dolore delle popolazioni colpite – dice Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale – e contribuiamo alla tanta solidarietà che consente di gestire la difficile situazione. Sappiamo che si apre il dramma di chi resta, con il peso delle urgenze e poi della non semplice ricostruzione. E nell’immediato far fronte al contraccolpo che il terremoto sta già dando alle vite delle persone pensando al futuro delle attività economiche, a partire dal turismo. L’inevitabile contrazione delle attività aggrava la situazione di migliaia di lavoratori; per questo gli interventi e le attenzioni del governo e delle parti sociali coinvolte nelle unità di crisi dovranno necessariamente essere a tutto campo”.