Volano utili e ricavi Gucci

02/04/2004


VENERDÌ 2 APRILE 2004

 
 
Pagina 41 – Economia
 
 
In 10 anni il fatturato cresciuto 16 volte. Entro fine mese i nuovi vertici
De Sole, addio con record
volano utili e ricavi Gucci
Il manager a Pinault: non guastate il giocattolo
      Negli ultimi 3 mesi del 2003 i profitti operativi della capogruppo sfiorano i 170 milioni
      GIOVANNI PONS


      MILANO – «In America si dice: se il giocattolo funziona non aggiustarlo». È questo il consiglio che Domenico De Sole, presidente della Gucci dal 1994 e in uscita a fine aprile, si permette di dare ai suoi successori. Il giocattolo in effetti è in piena salute, basta scorrere i risultati dell´ultimo trimestre e di un anno difficile come il 2003, costellato di eventi negativi per il settore moda come la guerra in Irak e la Sars.
      A tirare la volata è come sempre la divisione Gucci che chiude il trimestre con un utile e un margine operativo record: 167, 8 milioni di euro pari al 36% dei ricavi pari a 741, 7 milioni. Ma forti progressi in termini di vendite sono stati registrati anche per Yves Saint Laurent mentre le perdite dei marchi minori sono state tagliate di due terzi. Ecco alcuni esempi: le vendite di Bottega Veneta hanno registrato un aumento del 52, 5%, quelle di Sergio Rossi sono cresciute del 29, 7% e i ricavi complessivi dei marchi emergenti Alexander McQueen, Stella McCartney e Balenciaga sono più che raddoppiati. Guardando i risultati a livello di gruppo De Sole ha snocciolato un altro record: il fatturato ha raggiunto 3, 2 miliardi di dollari, ben sedici volte più alto dei 200 milioni del 1994, quando si insediò ai vertici dell´azienda.
      Chi raccoglierà questa eredità? François-Henry Pinault, numero uno del gruppo francese Ppr e maggiore azionista della maison fiorentina, ha detto che la rosa dei candidati alla successione si è ristretta a due persone e che entro la fine del mese si conoscerà il nome del nuovo amministratore delegato. Ma il colosso della distribuzione ha già nominato un direttore finanziario al posto di Bob Singer ed è evidente che un ruolo molto importante lo ricoprirà Serge Weinberg, il numero uno operativo di Ppr. Inoltre, in questi mesi di transizione, sono stati affidati maggiori poteri agli amministratori delegati delle varie società dell´arcipelago Gucci per cui il sostituto di De Sole non avrà il suo stesso peso all´interno del gruppo.
      Verso la fine del mese – il 21 aprile è in programma un´assemblea di Gucci – si saprà poi l´esito dell´Opa lanciata ieri da Ppr sul 32,42% del capitale che ancora non possiede. Se tutte le azioni verranno consegnate all´offerta il gruppo di Pinault dovrà sborsare altri 2,6 miliardi di euro portando la spesa complessiva per aggiudicarsi la società del lusso fiorentina a oltre 7 miliardi di euro. E il lancio dell´Opa rappresenta il coronamento dello sforzo del management della Gucci nel proteggere tutti gli azionisti, non solo i grandi ma anche i piccoli e soprattutto gli investitori istituzionali. «Una società che valeva meno di 400 milioni di dollari nel 1994 ha generato un valore superiore a 10 miliardi di dollari per i suoi azionisti in meno di un decennio», ha scritto De Sole nel suo ultimo comunicato stampa. E nel ricordare tutto ciò non si può dimenticare la battaglia ingaggiata nel 1999 con Bernard Arnault e il colosso Louis Vuitton. «Abbiamo lottato a lungo e duramente per resistere a un tentativo di scalata strisciante e ottenere così il massimo ritorno per tutti i nostri azionisti. Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti».
      Dunque dieci anni indimenticabili per un gruppo dirigente a cui, nonostante le sostanziose stock option, è mancata soltanto la proprietà effettiva di una società quotata di dimensioni internazionali. Per difenderla dall´attacco del principale concorrente del settore (Lvmh) ci è voluto un cavaliere bianco (Ppr) in grado di garantire la necessaria indipendenza al management e con in tasca i soldi necessari ad affrontare un´Opa di questa ampiezza. Con la fine di aprile tramonta la Gucci public company e inizia l´era della Gucci dominata dai francesi. Le conseguenze non saranno da poco ma l´importante, conclude De Sole che da fine mese tornerà per un periodo nella casa del Sud Carolina, sarà «mantenere la rotta».