Vola la disoccupazione negli Usa Bce: crescita lenta e discontinua

13/08/2010

MILANO – Tassi di interessi «adeguati» e pressioni contenute sui prezzi ma, nel lungo periodo, una prospettiva di crescita ancora «moderata e discontinua, a fronte di incertezza» per l´eurozona. Il Vecchio Continente, insomma, ancora non va in modo soddisfacente: così ha spiegato ieri la Bce – due giorni dopo l´allarme lanciato dalla Fed sulla ripresa negli Usa – nel suo Bollettino economico. Sebbene nel breve termine il quadro sia in miglioramento: i dati e gli indicatori sull´attività economica «suggeriscono un rafforzamento nel secondo trimestre del 2010», si legge ancora nel Bollettino aggiornato al 4 agosto e «per il terzo trimestre si delinea un quadro migliore delle aspettative».
E, sempre ieri, altri dati negativi sono arrivati dagli Stati Uniti: le richieste di sussidio alla disoccupazione sono balzate ai massimi degli ultimi 6 mesi, alimentando i timori sullo stato di salute dell´economia. Nella settimana che termina al 7 agosto, le richieste sono aumentate di 2mila unità, a quota 484mila, mentre gli esperti avevano stimato addirittura un calo di 14 mila. Inoltre, il dipartimento del Lavoro ha corretto il dato complessivo riferito alla settimana al 31 luglio a meno 118mila.
Proprio sul fronte dell´occupazione, le stime della Bce sono leggermente più ottimistiche rispetto al passato: i "previsori" interpellati dalla Banca centrale europea hanno riveduto al ribasso di 0,2 punti percentuali per il 2010 e di 0,1 punti percentuali per il 2011 le aspettative sul tasso di disoccupazione nell´eurozona, portandole al 10,1% e al 10,2% rispettivamente. Per il 2012 il dato si situa al 9,8% (mentre sull´inflazione ci si attende un costo della vita pari all´1,4% nel 2010, all´1,5% nel 2011 e all´1,7% nel 2012). E se l´economia dell´area euro dovrebbe continuare a beneficiare della crescita globale e delle misure di sostegno al credito, «ci si attende tuttavia che la ripresa dell´attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori e dalle prospettive per il mercato del lavoro», spiega ancora la Bce. Secondo la Banca centrale, infatti, sulla strada della piena ripresa ci sono i rischi collegati alle finanze pubbliche disastrate di diversi membri dell´euro, che è «urgente risanare» e che potrebbero richiedere «eventuali misure aggiuntive nei prossimi anni». Fin da subito, invece, la Bce torna a chiedere alla banche di essere «pronte ad aumentare la disponibilità di credito» quando la domanda tornerà ad aumentare.
Nel frattempo i mercati tornano a registrare tensioni, soprattutto sul fronte dei paesi più deboli (i cosiddetti Pigs), che si sono prontamente riflesse sulla moneta unica, in calo alla chiusura dei mercati europei nei confronti del biglietto verde (a 1,2865 dollari contro gli 1,2906 della vigilia). Ieri – secondo indiscrezioni – le nuove turbolenze avrebbero spinto la Banca centrale a comprare titoli di Stato di Dublino; voci che filtrano dopo una settimana di illazioni sullo stato di salute delle banche irlandesi che ne hanno indebolito i prezzi azionari. La Grecia, invece, continua nella recessione e nel secondo trimestre ha subito un calo del Pil dell´1,5%, peggio del previsto, mentre proprio ieri il governo spagnolo ha annunciato che adotterà «misure addizionali» d´austerità per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione del deficit se la situazione economica si deteriorerà più del previsto. «Il deficit pubblico al 6% (del pil) nel 2011 è un obiettivo non condizionato dall´evoluzione dello scenario macroeconomico» e sarà mantenuto qualunque cosa accada, ha assicurato il segretario di stato dell´Economia Josè Manuel Campa