«Vogliamo la cig come tutti gli altri»

21/04/2010

Oltre 300 aziende a rischio, più di 55 mila lavoratori che potrebbero perdere il posto. È pesante il bilancio della crisi per il commercio e turismo, ancora più provati perché privi dei normali ammortizzatori. «Finora abbiamo fatto fronte con la cig in deroga – spiega FrancoMartini, segretario generale della Filcams Cgil – Ma questa si va esaurendo e quindi abbiamo bisogno di mezzi più strutturali contro le emergenze». Oggi si chiude la tre giorni del congresso Filcams, a Riccione, e Martini traccia un bilancio. Dunque la crisi sta picchiando duro. Come reagite?
Ci sono due vie per dare una risposta. Per tamponare esistono gli ammortizzatori, ma mentre gli altri settori hanno quelli ordinari e straordinari, noi abbiamo solo la cassa in deroga, finanziata dalle Regioni. L’abbiamo usata per evitare più licenziamenti possibile, ma si sta esaurendo. Per questo nei prossimi mesi rischiamo di vedere un effetto pesante sull’occupazione. L’altra via, quella che abbiamo cercato di tracciare al congresso, è quella dello «sviluppo sostenibile». Basta con il commercio basato sull’«iper», sul consumo alla massima potenza: si deve cambiare. Ma i grandi consumi non portano più lavoro per voi?
Non è così. I moderni format della grossa distribuzione, come i centri commerciali e gli ipermercati, sono strutture che alimentano lavoro precario e malpagato: vi sono impiegati giovani part time o a termine, e questo alimenta nelle persone una grande incertezza esistenziale. Il sindacato si deve porre il problema della qualità del lavoro, non solo preoccuparsi del fatto che i posti ci siano o meno. Va anche ribaltato l’assioma secondo cui il terziario vuole fagocitare il manifatturiero. Ad esempio su Termini Imerese: non siamo affatto favorevoli a sostituire la fabbrica con un centro commerciale. Si perderebbe una fonte di lavoro ben strutturato, a fronte di posti precari e dunque di una base economica più debole. Eppure anche il terziario ormai avanza a grandi passi in Italia. Sì, certo, e ha numeri ragguardevoli. Nel commercio lavorano almeno 3 milioni di persone, mentre tra turismo e ristorazione passiamo dagli 800 mila della bassa stagione agli 1,5 milioni di quella alta. Senza tener conto del nero. Maoggi si rischia di andare indietro: grossi gruppi come la Carrefour chiudono al sud e licenziano. Il ministro Gelmini taglia i fondi per le scuole e mette a repentaglio i posti delle operatrici di pulizia. Per tutti questi motivi, tra l’altro, chiediamo una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali: i nostri lavoratori devono avere tutti gli strumenti, come è negli altri settori. Il congresso in Filcams si è chiuso con 90,9% alla mozione Epifani e 9,1% alla due. Ora chiedete una resa dei conti? No, chiediamo unità. Governo e Confindustria vogliono isolare la Cgil e adesso non dobbiamo dividerci. La nostra linea è emersa in modo chiaro al congresso, ora devono seguirla tutti.