Voglia di villeggiatura per sfuggire al turismo troppo caro

23/02/2004


DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 27 – Cronaca
 
 
Torna la voglia di villeggiatura per sfuggire al turismo troppo caro
Estate 2004: gli italiani dicono addio alla vacanza mordi e fuggi

          Sceglieremo sempre più mete di qualità dentro i nostri confini
          Sono preferiti i piccoli borghi d´arte e le spiagge di tradizione

          Crisi economica e desiderio di sicurezza dietro queste scelte
          Meglio le due settimane in pensione completa che il trekking

          GIOVANNI SCIPIONI

    ROMA – L´Italia delle piccole città d´arte, del mare sdraio e ombrellone, della montagna polenta e natura, dell´albergo a pensione completa. L´Italia che fa sentire al sicuro, che coccola, che offre servizi e comodità già sperimentati, che non tradisce. Il palcoscenico vacanziero della prossima estate appare una replica del recente passato, con il ritorno alle antiche sponde e alla montagna oasi del benessere. Ma è una lettura solo apparente.
    Guerra in Iraq, Sars, epidemie alimentari, crisi economica internazionale, minore potere d´acquisto delle famiglie, rallentamento delle economie nazionali hanno contribuito a invertire le rotte vacanziere, e a scegliere sempre di più nell´ottica della qualità.
    Da qui il successo delle destinazioni a cortissimo raggio (la rivincita dei piccoli borghi con bellezze storico-artistiche o con alta qualità della vita certificata) che registrano un incremento della domanda turistica.
    Da qui la trasformazione da segmento di nicchia a fenomeno di massa del turismo eno-gastronomico che ha raggiunto un giro d´affari di 2,5 miliardi di euro (fonte Mtv).
    È il caso dire che il vino fa muovere grappoli di turisti. Così come lo sport, capace di movimentare oltre 5,1 milioni di sportivi amatoriali (fonte Federalberghi/Cirm 2002) che hanno pernottato fuori casa per praticare una o più attività sportive. E sarà sempre lo sport che, con i campionati europei di calcio in Portogallo previsti per il prossimo giugno, segnerà una delle poche eccezioni in questa riscoperta di «italianità».
    La vacanza estiva degli italiani tradisce comunque una pacata voglia di felicità, di sensazioni appaganti. Non si rinuncia alla vacanza ma ce la si concede secondo i propri mezzi, non si risparmia tutto l´anno per permettersi quella «impossibile», si è contenti di quello che si può raggiungere secondo più misurate possibilità.
    L´italiano è diventato più saggio? «Non direi, ha riscoperto il buon senso piuttosto, insieme alla coerenza di scegliere la vacanza secondo il proprio stile di vita. E questo si riscontra in ogni fascia di reddito: dalla fascia più bassa a quella più alta l´italiano in albergo per esempio vuole sentirsi come a casa propria, ma allo stesso tempo vuole provare emozioni non reperibili altrove» dice Filomena Rosato, di FiloComunicazione, esperta di turismo internazionale.
    L´investimento sicuro è anche nella durata delle vacanze. Contrariamente al dato ufficiale dell´ultimo decennio, per la prossima estate si registra una inversione di tendenza con un prolungamento della durata del soggiorno medio degli italiani (oltre due settimane).
    Un dato da leggersi probabilmente come conseguenza dell´assenza di ponti festivi nella prima parte del 2004 che negli ultimi anni avevano rappresentato una valvola di sfogo per i viaggiatori. Alle vacanze non si rinuncia, quest´anno più che mai.