Viterbo. «Passato il Natale commesse addio»

26/11/2007
    domenica 25 novembre 2007

    Pagina 37 – Viterbo

    1) Intervista Massimiliano Venanzi «Passato il Natale commesse addio»
    2) Tirocini formativi? Ma non in negozio

    «Passato il Natale
    commesse addio»

      Lavoro di Natale: un film già visto. Il segretario della Filcams-Cgil, Massimiliano Venanzi, non è sorpreso dal risultato del viaggio tra le offerte di lavoro in vetrina a corso Italia. «Tutti gli anni – racconta – passate le feste natalizie ricevo segnalazioni di ragazze scaricate da qualche negoziante dopo i 30 giorni di prova, nonostante le promesse fatte all’inizio».

      Allora avrete avviato numerose vertenze nel settore del commercio?

      «E’ difficile: con noi i lavoratori si sfogano, poi non vogliono andare fino in fondo. Perché a Viterbo c’è un clima di pseudo-intimidazione, per cui molti pensano che creare problemi a un datore di lavoro rivolgendosi al sindacato, possa poi precludere la possibilità di ottenere una nuova occupazione».

      Come se ci fosse il passaparola?

      «Sì, ma questo è un mito negativo da sfatare: chiedere aiuto al sindacato significa ristabilire i diritti negati dei lavoratori».

      Che cosa si può fare, allora?

      «Spezzare la roulette per cui ogni anno a ridosso di Natale piovono offerte di lavoro e poi da gennaio a novembre nessuno ha più bisogno di personale, è possibile. Chiediamo l’intervento degli organi ispettivi, soprattutto per sanare l’utilizzo improprio degli stage. Che da strumenti formativi, e di per sé legittimi, con la chiamata diretta dei singoli negozi vengono invece trasformati in lavoro subordinato ma mascherato. E ribadisco: chi ha subìto delle ingiustizie, deve trovare il coraggio di rivolgersi al sindacato».

      F.Lup.

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        Tirocini formativi?
        Ma non in negozio

          Uno stage per vendere perizomi e ballerine? Il mercato del lavoro viterbese sotto l’albero di Natale regala pure questo. Basta farsi un giro per la via dello shopping nella città dei papi in cerca di occupazione: corso Italia, tra luminarie e offerte di lavoro affisse ai negozi, è vestita a festa. Peccato però che i cartelli – sette in poco più di 200 metri – nei giorni scorsi recitassero semplicemente: “Cercasi personale”.

          Poche certezze e tanti contratti che scadono dopo la Befana. E in alcuni casi uno specchietto per aspiranti commesse, come spiega Massimiliano Venanzi, segretario Filcams-Cgil, compagno di viaggio nel corso dei balocchi. «La legge 196 del 1997 – afferma – stabilisce con precisione quali sono i soggetti promotori autorizzati ad attivare tirocini formativi. Tra questi non ci sono singoli esercenti. I privati possono usufruirne, ma solo tramite percorsi che fanno capo ai centri per l’impiego o agli enti bilaterali, come a Viterbo l’Ascom». Quindi, non è tutto lavoro quello luccica: Intimissimi ricercava esclusivamente una stagista, mentre da Eleonora via al tirocinio in caso si trattasse di prima esperienza lavorativa. Anche questa è una fabbrica di illusioni.

            F.Lup.