Vitawell, via al sequestro dei beni

27/10/2004

              Edizione del 26 ottobre 2004,

              Caso Terme, accolto il ricorso presentato dagli avvocati della “Terme di Montecatini”
              Vitawell, via al sequestro dei beni

              GIANNI BERNARDI

              Il Tribunale di Ascoli ha accolto il ricorso per sequestro conservativo presentato dagli avvocati Nazario Agostini e Bruno Mandrelli per conto della “Terme di Montecatini Spa” e relativo a due società nell’orbita dell’imprenditore Mauro Scaramucci. Si tratta della “Vitawell” e della “Wellbeing Real Estate”. La decisione presa dal Collegio, composto dal presidente Giuseppe Marangone, dal giudice Carlo Calvaresi e dal giudice relatore Pier Giorgio Palestini, ha portato allo scioglimento della riserva assunta nell’udienza dell’8 ottobre scorso.

              I giudici hanno quindi autorizzato la società autrice del ricorso a “procedere al sequestro conservativo su qualsiasi bene, mobile o immobile, somme di denaro o credito, delle società “Vitawell” e “Wellbenig Real Estate” fino alla concorrenza della somma di 10 milioni di euro”.

              Per l’inizio del giudizio di merito il termine è di 30 giorni.

              Nell’ordinanza del Tribunale si fa riferimento al ricorso presentato dalla “Terme di Montecatini” davanti al giudice monocratico in cui si denunciava una complessa operazione societaria.

              Secondo i denuncianti infatti “Scaramucci, nel marzo del 2003, quale amministratore delegato della Spa “Terme di Montecatini”, senza informare gli organi societari ed in violazione dei poteri statutari, avrebbe costituito in deposito presso la Banca Nazionale del Lavoro titoli obbligazionari della “Terme di Montecatini Spa” per 10 milioni di euro ed autorizzato, con un proprio mandato, la stessa banca a monetizzare il deposito a ripiano dei credito della Bnl nei confronti di “Vitavell, società di cui Scaramucci era amministratore delegato.

              Il 25 giugno del 2004 poi l’imprenditore, avrebbe venduto i titoli obbligazionari alla “Wellbeing Real Estate”, società controllata dalla “Vitavell” ed il cui amministratore era contemporaneamente consulente finanziario o dipendente della Spa “Vitawell”.

              Per il pagamento del corrispettivo era stato stabilito il termine del 30 settembre 2004.

              La “Wellbeing Real Estate” inoltre avrebbe monetizzato i titoli versandone il corrispettivo su un conto corrente “Vitawell” presso la Bnl. La tesi dei denuncianti quindi è che debba essere messa in discussione la validità stessa del contratto tra la “Terme di Montecatini” e al “Wellbeing” che, tra l’altro alla scadenza del 30 settembre non ha pagato i famosi 10 milioni di euro.

              La ricostruzione dell’ operazione societaria dedotta dai ricorrenti è stata quindi accolta.

              Inoltre i giudici scrivono nell’ordinanza che “vi sono poi i profili di illiceità connessi con l’esercizio, da parte dell’amministratore Scaramucci, di poteri esorbitanti dal proprio mandato che possono configurare fattispecie di reato proprie: l’appropriazione indebita o la truffa”.

            GIANNI BERNARDI