Visco: «E adesso riduciamo le tasse»

08/03/2007
    giovedì 8 marzo 2007

    Pagina 11 – Politica

    CONTINUA IL BOOM DELLE ENTRATE FISCALI: 12 MILIARDI PIÙ DEL PREVISTO

      Visco: “E adesso riduciamo le tasse”

        STEFANO LEPRI
        ROMA

        «Credevate che il gettito fiscale sarebbe ugualmente aumentato con Tremonti ministro?»: alla fine gli è scappata, a Vincenzo Visco, una battuta contro il suo contraddittore di sempre. Nel presentare alla Camera i dati aggiornati sulle entrate fiscali, cresciute in un boom che da «maggio-giugno del 2006» a quanto pare prosegue nei primi mesi del 2007, il viceministro dell’Economia vuole scrollarsi di dosso l’immagine del Dracula fiscale: e dice che ora è «prioritario» ridurre le tasse «in tempi brevi», purché si riesca a frenare la spesa pubblica.

        Attenzione, prima pensate a ridurre il debito pubblico, avverte subito da Bruxelles il commissario europeo agli Affari monetari Joaquìn Almunia. Il risanamento è sulla buona strada, Almunia dice, e se si va avanti così tra un anno la procedura per deficit eccessivo sarà annullata; però nel medio termine l’Italia resta un Paese a medio rischio» e deve rendere organico il programma per ridurre il debito, ora «appena abbozzato». Nel governo, Visco si confronta con spinte ad aumentare le spese, per pensioni, ammortizzatori sociali e altro; la sua promessa dunque non potrà realizzarsi, ne conclude Maurizio Sacconi di Forza Italia.

        Secondo i dati forniti ieri da Visco ai deputati, il gettito fiscale sarebbe cresciuto in gran parte grazie al centro-sinistra. Gli incassi tributari dell’intera pubblica amministrazione nel 2006 sono saliti di 37,7 miliardi rispetto al 2005. Di questi 37,7, i 35,8 miliardi affluiti al bilancio dello Stato centrale nell’analisi governativa si suddividono così: 10,8 dovuti alla maggior crescita economica, circa 9 (4 una tantum, 5 permanenti) ai provvedimenti della legge finanziaria 2006 di Giulio Tremonti, 4 ad eventi eccezionali, 12 all’azione del centro-sinistra.

        Dodici miliardi in più sono tanti. Nelle previsioni ufficiali, il decreto Visco di luglio ne doveva dare 3,5, di cui 2,4 di recupero dell’evasione; mentre le misure della legge finanziaria 2007 sono andate in vigore dal 1° gennaio. Visco ne è fiero: è stato «un aumento spontaneo della tax compliance», termine inglese che esprime il grado di correttezza dei contribuenti verso il fisco. Lo si vede soprattutto dall’Iva interna, che ha dato molto più gettito «a partire da maggio-giugno» con le stesse aliquote e senza modifiche normative importanti.

        Come è potuto accadere? Tra gli esempi che il viceministro dell’Economia fornisce, ci sono le costruzioni e i servizi immobiliari, dove «diversi interventi antielusivi» hanno fatto incassare il 13-15% in più di tributi rispetto a una crescita di attività del 5%. Un altro esempio sono le dogane, dove la lotta contro il trucco della sottofatturazione ha fatto crescere del 10% il valore medio dichiarato degli indumenti a maglia importati dall’estero, da confrontare con una riduzione del 9% avvenuta l’anno precedente.

        Grazie al gettito in più, che ha superato di 8,6 miliardi di euro le previsioni già aggiornate lo scorso settembre, è stata compiuta, sostiene Visco, «un’impresa che sembrava impossibile, riequilibrare il bilancio pubblico già nel 2006» (al netto dei fattori eccezionali come Iva sulle auto aziendali e debiti della Tav, ndr). Il guaio è che la spesa pubblica, invece, non è diminuita, confermando da quel lato le previsioni dello scomparso economista Riccardo Faini.

        Non è ancora chiaro quanto del maggior gettito sia «strutturale» dunque permanente nel 2007 e nel 2008, ammette Visco. E per il 2008 gli impegni europei, ricordati da Almunia, richiedono di abbassare il deficit di almeno un altro mezzo punto di prodotto lordo (8 miliardi di euro). Occorre «non oscillare come ubriachi tra crisi finanziarie e risanamento» avverte i viceministro dell’Economia, rivolto ai colleghi di governo che già affastellano progetti su come spendere l’extra-gettito.