Vinyls, sul tetto per protesta «Siamo stanchi, basta rinvii»

01/03/2011

«Basta rinvii». È il grido disperato di uno dei quattro operai, tre della Vinyls e uno dell’Eurocoop, cooperativa legata a doppio filo alle sorti dell’azienda chimica in crisi, che ieri mattina hanno occupato il tetto del palazzo che ospita la Provincia e la Prefettura di Sassari. Dopo la Torre aragonese, l’isola dei cassintegrati e i tralicci di Fiume Santo, questo tetto da ieri mattina è la loro nuova trincea. Una trincea in una guerra di posizione che dà la misura di quanto logori e tesi siano i nervi dei lavoratori che da oltre un anno, festeggiato amaramente lo scorso giovedì, attendo nolo sblocco della vertenza auto reclusi nell’ex carcere dell’Asinara. La firma del preliminare di vendita tra Eni e Gita Holding, il fondo svizzero- tedesco interessato all’ acquisto della Vinyls Italia, sarebbe dovuta arrivare entro domenica, come aveva assicurato appena due settimane fa il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. Invece l’ultimo giorno disponibile, il 27 febbraio, è scivolato con un nulla di fatto. È per questo che ieri gli ex operai dell’azienda produttrice di pvc, uno dei materiali plastici più consumati al mondo, sono saliti sul tetto della Provincia: per spingere sull’acceleratore di una trattativa estenuante ed evitare il naufragio di un accordo incagliato chissà dove. Una seconda possibilità che, dopo il fallimento dell’accordo con la araba Ramco, non si possono permettere di perdere. Oggi sarà un’altra giornata campale: a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo Economico, è previsto l’incontro tra i rappresentanti del fondo Gita, di Eni e dei commissari Vinyls. In questa prima fase saranno assenti i sindacati, che il ministero convocherà solo dopo aver acquisito le informazioni e gli impegni delle parti. TROPPI CONDIZIONALI Il contratto preliminare, fanno sapere dagli ambienti ministeriali, dovrebbe arrivare la prossima settimana, mentre entro marzo la cessione potrebbe essere definitivamente conclusa. Ma ci sono troppi condizionali, troppe promesse tradite, troppi interrogativi irrisolti. Resta ancora da sciogliere il nodo della capitalizzazione della Vinyls Group srl, la newco che il fondo svizzero ha costituito per rilevare i vecchi impianti: ai blocchi di partenza il Gita avrebbe dovuto portare in dote 100 milioni di euro, mentre oggi la neonata Vinyls Group ha un capitale sociale di appena 10 mila euro: è cioè una scatola vuota. Un particolare, quello della mancata capitalizzazione, che preoccupa i cassintegrati di Porto Torres, Ravenna e Marghera, convinti che qui si misuri la serietà delle intenzioni del fondo svizzero e chenonè sfuggito neppure a Ludovico Vico, deputato Pd della commissione Attività produttive, che chiede chiarezza al Gita sul mancato versamento dei 100 milioni di euro. Sulla vicenda è intervenuto anche il responsabile economico del Partito Democratico Stefano Fassina: «Il ministro Romani prenda in mano seriamente la drammatica vicenda Vinyls e si adoperi per una soluzione credibile per un protagonista del nostro settore chimico: incalzi il fondo Gita e chieda impegni chiari ad Eni. I lavoratori e le lavoratrici delle aziende coinvolte – conclude Fassina – meritano risposte urgenti senza dover rischiare la vita in cima alle gru. L’Italia non può permettersi di perdere altri pezzi di manifattura». Un messaggio che hanno lanciato più volte gli stessi operai della Vinyls, convinti che con loro se ne andrebbero non solo migliaia di posti di lavoro, ma un capitale professionale ed industriale strategico per l’economia italiana.