Vinyls, martedì nuovo incontro. La Farnesina contatta il Qatar

14/05/2010

Vinyls, affare di Stato. Dopo l’improvviso dietrofront di Ramco nella partita per l’acquisizione del gruppo chimico in amministrazione straordinaria, la Farnesina si è attivata con i rappresentanti dell’emirato per segnalare il comportamento della multinazionale presieduta dallo sceicco Saad Al Abdullah. Nel tentativo di recuperare la trattativa, Ramco è stata convocata dallo Sviluppo economico per martedì. La società dovrà rendere conto «della comunicazione (con cui annuncia il suo ritiro, ndr) che a noi non risulta in linea con quanto manifestato nella riunione precedente. Dopo la spiegazione – ha detto ieri il sottosegretario Stefano Saglia, rimasto solo con l’uscita di Scajola – vedremo come andare avanti con l’obiettivo della continuità produttiva e della difesa dell’occupazione ». Intanto tra i lavoratori monta la sfiducia nell’operato del governo. Luciano Mura, sindaco di Porto Torres sede di uno degli stabilimenti Vinyls, lo ha scritto in una lettera al Presidente della Repubblica: «La gente ha perso fiducia nella credibilità delle istituzioni. Il governo ha più volte rassicurato migliaia di lavoratori sulla possibile ripresa di una parte delle produzioni ». In realtà «i lavoratori e le proprie famiglie sono stati cinicamente utilizzati in una trattativa infinita». Una lettera è arrivata anche a Sivlio Berlusconi. Mittente il sindaco di Alghero, Marco Tedde, che ha chiesto un intervento diretto del premier nella vicenda. D’altra parte i rapporti – commerciali – con gli emirati non sono negativi. L’ultima visita all’Italia del Capo di Stato del Qatar, lo Sceicco Al-Thani, risale a fine 2009, quando proprio insieme a Berlusconi ha inaugurato il rigassificatore di Rovigo, costruito da Edison, Qatar Petroleoum ed Exxon mobil, e interamente alimentato da gas liquefatto qatarino.
ACCUSA E DIFESA Anche il Pd, con Stefano Fassina e Davide Zoggia, ha chiesto che l’esecutivo dimostri «senso di responsabilità e non si limiti a svolgere il ruolo dell’osservatore». In particolare, i responsabili Economia e Lavoro ed Enti locali dei Democratici vogliono che venga fatta luce su quanto «lamentato da Ramco a proposito dell’aumento dei costi per la cessione, dell’esclusione dall’accordo della banchina del sale di porto Marghera e delle saline» in capo ad Eni. Contro il gruppo guidato da Paolo Scaroni si sono scagliati anche i lavoratori e i sindacati, che ritengono la multinazionale italiana responsabile della fuga di Ramco.Renda la cessione più facile o prenda in carico il rilancio della chimica nel nostro Paese, hanno chiesto i cassintegrati dell’Asinara. Ieri l’Eni è tornata a difendersi. Per quanto riguarda la richiesta di agevolare la trattativa, il presidente di Syndial (Eni) e responsabile affari istituzionali del Cane a sei zampe, Leonardo Bellodi, ha detto: «Il prezzo di Vinyls era già noto e la cessione compete ai commissari». Mentre delle due saline di Syndial e della banchina di Porto Marghera, «non abbiamo mai parlato nel dettaglio, né di prezzi né di altro. Per noi – ha aggiunto Bellodi – la saracinesca delle trattativa resta aperta». Ma se si dovesse chiudere definitivamente, «rientrare nel ciclo del cloro non è nei nostri piani. È un mestiere che non sappiamo fare. Ne siamo fuori da decenni». Insomma, al momento, per Vinyls o Ramco o niente.